Testo di — DAVIDE LANDOLFI

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Che l’Oceania fosse diventata il nuovo talent scout della musica ce ne eravamo accorti quando l’anno scorso, una diciassettenne un po’ bruttina e con una spocchia tale da ricoprire l’intero globo terracqueo impazzava, con la sua Royals, in tutte le charts mondiali e anche quando, quest’anno, la rapper Iggy Azalea riuscì nell’impresa delle imprese: occupare contemporaneamente la prima e la seconda posizione della classifica americana.

Non stupisce, dunque, che ancora una volta sarà proprio la Nuova Zelanda la protagostina della seconda metà dell’anno, almeno musicalmente parlando.

Caleb (21) e Georgia (19) Nott, in arte Broods, si apprestano a colpire e sconvolgere il mondo con il loro sound che mischia pop, indie ed elettronica, grazie ai numerosi talenti di Caleb (suona ogni tipo di strumento oltre che prestare la propria voce per i backgrond vocals), elevato dalla voce calda e rassicurante della giovanissima Georgia.

Nati artisticamente nel 2013, vantano fra i loro collaboratori nomi quali Joel Little che i ben informati ricorderanno essere il produttore della hit planetaria Royals; e nel loro stile si rintracciano riferimenti più che evidenti ai beat alternativi della giovane neozelandese perché diciamolo proprio fuori dai denti, i Broods paiono gli Hurts cantati da Lorde. E il risultato convince, così come il loro EP di debutto, Broods, pubblicato lo scorso 30 Gennaio.

Georgia, però, ci tiene a precisare che prima di arrivare al risultato attuale sono state scritte canzoni che abbracciavano diversi stili dal punk all’r’n’b e che il processo creativo li ha poi portati ad un concentrato di electro-indie-pop che mette d’accordo tutti: synth (Bridges), beat ipnotici (Never Gonna Change) e influenze tipiche della folktronica (Taking You There), di cui Ellie Goulding è la pioniera e non è un caso che la cantante inglese li abbia scelti per aprire i propri concerti australiani.

Inoltre, prossimamente, faranno da supporter nella lega nordamericana del In The Lonely Hour Tour di Sam Smith per poi, il 22 Agosto, pubblicare il loro debut album, Evergreen, di cui sono stati già presentati il primo singolo, Mother & Father, e una traccia L.A.F sul loro profilo SoundCloud.

Dunque nei vari live in giro per il mondo non solo presenteranno i brani dell’EP Broods, ma anche alcune nuove canzoni che andranno a creare il giusto hype intorno ad una delle band rivelazione di questo 2014 e che sicuramente faranno discutere per tutto il 2015.

Pur battendo la strada intrapresa dalla giovanissima Lorde, i Broods propongono un nuovo concetto di alternative, forse un po’ meno concettuale (quindi più pop) e decisamente più appetibile, ma la trasparenza e la genuinità dei testi ripuliscono il suono da tutto quell’apparato dark (anche se l’allegria non è di certo il focus della band) restituendo un lavoro fresco, chiaro e cristallino.

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