Testo di – BEATRICE COSTANZO

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Milano, 4/12/2014 – Sir Elton John sale sul palco del Mediolanum Forum alle ore 21.00 in punto del 4 dicembre scorso sulle note di “Funeral For A Friend”, 41 anni dopo il suo primo concerto milanese del 17 aprile 1973 al Velodromo Vigorelli.

Ad aprire le danze nel tempio della musica italiana completamente sold out da mesi è Bright Light Bright Light, giovane cantante electro-pop gallese presentato direttamente dal Baronetto sui maxischermi. La prima esibizione italiana del pupillo di Elton convince e diverte, fa venire voglia di ballare, ma purtroppo non riesce a coinvolgere più di tanto il pubblico, che sta ancora prendendo posto.

L’età media  è infatti più elevata di quella che ci si potrebbe aspettare, ma non mancano ragazzi giovani e famiglie con bambini, fan vecchi e nuovi accorsi da tutta Italia per quella che si pensava fosse l’unica data italiana fino a pochi giorni fa, quando è stato annunciato un nuovo appuntamento per il prossimo 11 luglio nella cornice del prestigioso Lucca Summer Festival.

Il Tour Mondiale che fa tappa a Milano è dedicato a “Goodbye Yellow Brick Road”, album capolavoro che compie 40 anni e da cui sono tratti i primi quattro brani in scaletta, tra cui spicca la struggente “Candle In The Wind”, dedicata nella versione originale a Marilyn Monroe e riadattata nel ’97 per il funerale dell’amica Lady D.

Raggiante nel suo outfit viola da testa a piedi, fin da subito l’artista britannico ringrazia il pubblico ed esprime tutto il suo amore per l’Italia e per gli italiani, raccontando aneddoti e ricordi commossi. Presentando “Believe” ci ricorda inoltre come ci sia bisogno di più amore e di più canzoni d’amore in questo divertente e orribile mondo.

Quello che spicca è sicuramente tutto il suo amore per la musica e per il suo pianoforte, da cui stacca le dita solo per voltarsi a guardare il pubblico ed incitarlo, noncurante della sicurezza che fatica a tenere la platea seduta, dedicandogli l’emozionantissima “Your Song”.

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La band, composta da Davey Johnstone, chitarrista scozzese acclamatissimo dalle prime file, Matt Bissonette al basso, Kim Bullard alle tastiere, il bravissimo John Mahon alle percussioni e lo storico  batterista Nigel Olsson, con lui dal 1969, lo accompagna e sostiene egregiamente. Ma è negli assoli di pianoforte che “Captain Fantastic”, come recita la sua giacca luccicante di paillettes, dà il meglio di sé, commuovendo l’intero palazzetto. I dieci minuti buoni che precedono la celeberrima “Rocket Man” sono la prova non solo di un talento tecnico assolutamente indiscutibile, ma soprattutto della sua capacità di trasmettere emozioni così forti a chi lo ascolta da lasciare a bocca asciutta e cuore aperto.

Il cantante che ha dominato le classifiche mondiali con più di 400 milioni di dischi venduti regala al Forum la magia di tutti (o quasi…) i più grandi successi della sua lunghissima carriera, fa ballare, cantare a squarciagola, brillare gli occhi e quasi si stentano a riconoscere anche le famosissime “Sad Songs (Say So Much)” e “Sorry Seems To Be The Hardest Word” grazie ad arrangiamenti live incredibili.

Verso il finale i maxischermi, unico elemento di spettacolo in un palcoscenico assolutamente essenziale, proiettano immagini della sua vita in formato cartoon, tra cui primeggia la torta nuziale con le statuine di due sposini per mano, e Reginald Kenneth Dwight, questo il vero nome dell’artista, esprime tutta la sua gratitudine alla vita, ricordando il suo compagno e i suoi due figli.

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Elton si alza moltissime volte dal suo seggiolino per andare a salutare, abbracciare, stringere le mani e persino firmare autografi ai fortunati delle prime file, che non mancano di porgergli regali, fiori e anche un simpatico peluche a forma di coccodrillo. È proprio con “Crocodile Rock” infatti che il pubblico si scatena definitivamente, tutti in piedi, sembra di ritornare alle discoteche degli anni ’70 quando suonavano uno dei brani pop più famosi di sempre. La scaletta ufficiale dice che questa è l’ultima canzone del set, ma dopo che la band abbandona il palco, il Baronetto D’ Inghilterra rimane solo ad intonare “Circle Of Life” e “Can You Feel The Love Tonight?”, mentre scorrono le immagini de “Il Re Leone”.

I presenti sicuramente hanno sentito tutto l’amore che Sir Elton Hercules John ha donato loro in più di quarant’anni da star mondiale e incontrastato Signore del Pop.

La scaletta completa:

Funeral for a Friend/Love Lies Bleeding
Bennie and the Jets
Candle in the Wind
All the Girls Love Alice
Levon
Tiny Dancer
Believe
Daniel
Philadelphia Freedom
Goodbye Yellow Brick Road
Rocket Man (I Think It’s Going to Be a Long, Long Time)
Hey Ahab
I Guess That’s Why They Call It the Blues
The One
Your Song
Burn Down the Mission
Sad Songs (Say So Much)
Sorry Seems to Be the Hardest Word
Don’t Let the Sun Go Down on Me
The Bitch Is Back
I’m Still Standing
Your Sister Can’t Twist (But She Can Rock ‘n Roll)
Saturday Night’s Alright for Fighting

 

Crocodile Rock Circle of Life / Can You Feel the Love Tonight?

 

 

 

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