Testo di – DIANA SALA

 

Graffiante, colto e irriverente, così è da definire il monologo “Caravaggio” di circa due ore che il critico e storico d’arte Vittorio Sgarbi mette in scena nel suo tour che dopo essere stato rappresentato al Teatro Carcano di Milano proseguirà ad Alessandria (il 9/12/15), a Genova (il 10/12/15) e nel 2016 si sposterà a Torino e a Bergamo.

Lo stupore è quello a cui mira il critico, perché in uno spettacolo i cui temi sono la vita e le opere di Caravaggio ci si aspetterebbe di tutto tranne che un’apertura di scena con il video dell’orazione di Moravia in ricordo della morte di Pier Paolo Pasolini, definito come “poeta” ,“romanziere dei ragazzi di vita”, “regista realista, arcaico e misterioso” che dà luce al proletariato. La scelta è giustificata dal fatto che sia Pasolini che Caravaggio sono artisti contemporanei, perché rivivono ai giorni d’oggi e vengono ricordati soprattutto in questi ultimi anni dato che hanno deciso entrambi di rappresentare il popolo. Sgarbi infatti paragona le passioni fisiche e carnali di Pasolini ai modelli che Caravaggio utilizzava per le sue opere: “quei puttanelli che Caravaggio elevava a musici e soggetti sacri”. Il confronto tra Caravaggio e Pasolini, definito da Sgarbi come “bipolare come Dr Jekyll e MR Hyde”, serve a mettere in mostra la misera scomparsa che accomuna i due artisti: Caravaggio è morto su una spiaggia di Porto Empedocle e non riconosciuto è stato seppellito in una fossa comune; Pasolini invece è probabilmente stato travolto con la sua stessa macchina dal giovane Pelosi, in seguito a presunte pretese sessuali da parte dell’artista.

Inoltre entrambi hanno sempre amato i corpi, in particolari quelli maschili, di personaggi poco noti, talvolta miseri e provenienti dal volgo.

Sgarbi nel corso dello spettacolo descrive moltissime opere confrontandole tra loro e paragonandole a video e scatti fotografici più odierni oppure ad opere di artisti contemporanei a Caravaggio, per evidenziare la sua originalità, il suo sguardo più vicino al mondo attuale che non alla sua epoca e il suo stile unico.

Tra i confronti mostrati a parere mio più significativi vi è quello tra “Bacco”, “Fanciullo con canestro di frutta” e “Bacchino malato”: queste tre opere di Caravaggio si caratterizzano per i soggetti maschili che riempiono la scena, che sono ammiccanti e provocatori; nelle prime due opere sono però dipinti ragazzi di strada floridi e sani, che porgono cesti con frutta fresca mentre nell’ultima opera viene rappresento un soggetto malato che tenta di ammiccare nonostante la malattia gli scavi il volto e gli dia un colorito cereo.

Il critico nel presentare queste tre figure ha più volte ripetuto che Caravaggio dichiarava che i volti umani e le nature morte sono i soggetti più difficili da realizzare perché si vedono costantemente e in ogni contesto.

Per presentare quanto Caravaggio fosse legato al popolo vengono proiettate e spiegate nel dettaglio opere come “Maddalena penitente” e “Madonna di Loreto” nota anche come “Madonna dei pellegrini”.

La prima rappresenta la Maddalena che rinuncia ai fasti e a tutte le sue ricchezze che appaiono buttate per terra con noncuranza; la particolarità sta nella modella che era una meretrice e dal momento che non era abituata a posare per lunghe ore si è addormentata. Caravaggio da “fotografo della realtà” l’ha rappresentata proprio nel momento del totale abbandono, con l’aggiunta di una piccola lacrima sul volto reclinato, a dimostrare o che la penitenza è estenuante e faticosa, o -come ha detto il critico- “per dare il contentino al suo committente”.

Anche la “Madonna di Loreto” ha per modella una prostituta nonché amante di Caravaggio; essa è rappresentata in una dimora decadente e appoggiata ad uno stipite (probabilmente quello della casa di Caravaggio) mentre regge in braccio un bambino dalle fattezze quasi sproporzionate perché è raffigurato non proprio neonato; anche i soggetti che hanno ricevuto l’apparizione della Madonna, che sono inginocchiati davanti alla costruzione che dovrebbe rappresentare la casa di Maria portata in volo dagli angeli, sono del popolo e ciò è evidente dalla sporcizia sui loro piedi e dagli abiti consunti.

“Ragazzo morso da un ramarro” e “Davide con la testa di Golia” sono altri esempi dello sguardo fotografico di Caravaggio; in essi la sofferenza e l’espressione di stupore sono messi in evidenza dallo sguardo sgranato dei soggetti rappresentati; il dolore inaspettato dei personaggi è reso così realisticamente perché l’artista aveva lui stesso ucciso un uomo durante un alterco, evento del quale si porterà un lascito pesante fino alla fine dei suoi giorni. Nella seconda tela, a testimonianza di questo evento, non vi è quasi la presenza della luce, come a rappresentare il peso che deve sopportare dopo questo avvenimento.

La conclusione del monologo viene lasciata al confronto tra “Giuditta che decapita Oloferne” di Artemisia Gentileschi e “Giuditta e Oloferne” di Caravaggio dopo la proiezione di un video in cui si intravede uno dei prigionieri dell’Isis – con l’ormai consueta tuta arancione che richiama a Guantanamo – che viene decapitato.

Sia nei due dipinti che nella proiezione video lo spettatore ha l’impressione di vedere e non vedere allo stesso tempo l’orrore che gli si presenta davanti agli occhi:la morte dell’uomo accomuna questa triade.

Curioso è stato il continuo accostamento delle note opere caravaggesche ai temi più disparati: si è parlato della promozione della cultura, degli attacchi alla libera espressione di questi ultimi giorni, delle opere rubate a Castelvecchio, del laicismo e agnosticismo, dell’utilizzo della violenza e del diritto al matrimonio. Sicuramente è proprio questo quello a cui si deve mirare per rendere l’arte classica più contemporanea e vicina a noi

Il monologo è arricchito non solo dallo stile animato e ben riconoscibile della voce narrante di Sgarbi, ma è anche intervallato dalle musiche dal vivo di Valentino Corvino che suona violino e liuto e dalle proiezioni in visual artist di Tommaso Arosio sui tre schermi che fanno da sfondo.

(Elenco completo delle opere di Caravaggio presentate:

Bacchino malato, fanciullo con canestro di frutta, canestra di frutta, i bari, Maddalena penitente, ragazzo morso da un ramarro, riposo durante la fuga d’Egitto, Bacco, Giuditta e Oloferne, vocazione di Matteo, conversione di San Paolo, amor vincit omnia,  madonna dei pellegrini o madonna di Loreto, Davide con la testa di Golia, decollazione di San Giovanni battista, seppellimento di Santa Lucia, morte della Vergine)

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