Testo di – LUCREZIA IUSSI

 

Vincent Van Gogh è una di quelle figure che affascinano profondamente, tanto che la maggior parte delle persone non si limita a saper riconoscere il tratto deciso e le pennellate pastose dei suoi quadri, ma possiede anche, nei meandri della propria memoria, più o meno superficialmente, alcune nozioni fondamentali circa la sua vita e la sua arte: non ci ricordiamo dove l’abbiamo letto, o chi ce l’ha raccontato, ma sappiamo della sua esistenza tormentata, dei girasoli, dell’orecchio tagliato.

Per molti però, e spesso loro malgrado, la conoscenza di Van Gogh si ferma qui, e per questo i responsabili del Museo di Amsterdam dedicato all’artista hanno deciso di lanciare un’iniziativa sul sito del museo: 125 domande: che cosa vorresti sapere su Vincent Van Gogh? (www.youtube.com/watch?v=xQu_b4_d-ZY&feature=youtu.be).

È la possibilità di inviare una domanda (pura curiosità o interesse culturale) sul pittore olandese: ogni giorno un dubbio riceverà una risposta, con l’opportunità per chi lo ha posto di essere invitato a una delle serate organizzate a settembre per l’apertura del nuovo ingresso al museo.
Questo progetto è iniziato il 3 maggio 2015 e terminerà centoventicinque giorni dopo, cioè il 29 luglio, data in cui saranno passati proprio centoventicinque anni dalla scomparsa di Van Gogh, che mise fine alla sua vita con un colpo di fucile al petto, tra i campi intorno ad Auvers-sur-Oise.

C’è chi chiede a quali artisti Van Gogh si ispirasse maggiormente, chi vuole sapere se egli fosse consapevole della propria instabilità mentale, chi si interroga sul perché dipingesse così tanti girasoli… Così, piano piano, vari tasselli si sommano per formare un’immagine più chiara di Vincent.

Il Museo di Amsterdam non è nuovo a iniziative volte ad avvicinare le persone all’arte: cacce al tesoro per i bambini e visite guidate per le famiglie, un progetto interattivo (Feeling Van Gogh) in cui le persone non vedenti possono toccare ricostruzioni in 3D dei quadri del pittore, sentire i profumi della Provenza e ascoltare una voce che legge le parole di Van Gogh. Ogni venerdì sera, inoltre, il museo è aperto fino alle 22:00 con musica e laboratori, mentre in date prestabilite, durante la giornata, è possibile, gratuitamente, per i visitatori provare a dipingere nature morte in uno dei laboratori.
Ognuno di questi progetti nasce per coinvolgere le persone in modo più diretto e per permettere un approccio innovativo, più sentito, a questo straordinario pittore.

Vincent scrisse in una lettera al fratello Theo: “Sebbene io mi trovi spesso in una miseria profonda, c’è comunque sempre una calma, una pura armonia e una musica dentro di me”. Egli era, nonostante quel tormento che gli fu compagno per tutta la vita (e probabilmente causa della sua morte), un uomo semplice, che amava il mondo intorno a lui, che riusciva a trovare la bellezza in ogni cosa. Van Gogh è una figura interessante da scoprire in ogni suo aspetto, ed è anche grazie alla creatività e alla passione del Museo di Amsterdam che chiunque può conoscerlo più da vicino.
E forse, a centoventicinque anni dalla sua morte, questo è il tributo migliore che gli si potesse fare.

Per saperne di più potete visitare: www.vangoghmuseum.nl/en/125-questions/questions-and-answers.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata