Testo di — ANGELICA CARBONE

 

Chi ha detto che i condoms fallati o, peggio, scaduti, non sono utili a niente e, di conseguenza, sono destinati al cestino della spazzatura, non ha mai conosciuto Adriana Bertini.

La designer brasiliana, che ha rivisitato l’uso del latex nella moda, ha sorpreso il mondo realizzando capi ed accessori con un materiale unico, inusuale e, talvolta, sconvolgente: preservativi.

Sempre di lattice si tratta, certo, ma non nella sua forma originaria, come tutti si aspetterebbero.

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D’altra parte, non si parlerebbe di Arte con la A maiuscola se si trattasse dei soliti modelli in latex, stile anni 80 e facilmente riconducibili alla moda dark e punk dell’epoca.

Qui si parla di vere e proprie “sculture” ed abiti composti interamente da condoms riciclati e la cui vendita all’asta è destinata a finanziare progetti di utilità sociale.

Inaspettatamente, i preservativi si rivelano un materiale duttile e persino gradevole al tatto e alla vista.

Di grande resa estetica, infatti, sono i condoms colorati, impreziositi da pietre, piume e merletti. Per non parlare dell’incredibile somiglianza dei preservativi aperti con le pieghe di un delicato tessuto di organza.

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Seppure in principio l’intenzione non fosse quella di sponsorizzare una campagna di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, le numerose esposizioni dedicate ad Adriana Bertini, in ultimo al Museum of World Culture, Gothenburg, hanno sortito effetti positivi anche in questo senso.

I suoi abiti colorati, eleganti, vividi e talvolta sensuali, hanno funto da veicolo per la comunicazione dell’uso dei preservativi come efficace strumento di prevenzione per l’AIDS.

Nasce quindi il progetto “Dress up against AIDS: condom couture by Adriana Bertini” che si è rapidamente diffuso in tutto il mondo ed è divenuto mostra itinerante per diffondere ovunque il suo messaggio sociale.

“I want my art to be visible everywhere, reminding people of the necessity of HIV prevention”- “Voglio che la mia arte sia visibile ovunque, per ricordare alla gente la necessità della prevenzione dell’HIV” A. Bertini

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La designer ha realizzato il suo primo capo di condoms nel 1997. Da allora è cominciata la sua inarrestabile carriera: Adriana Bertini ha persino creato un abito da sposa sfruttando 80 mila preservativi, più di quanti una persona possa immaginare di utilizzarne durante tutta la sua vita.

L’artista, coinvolta nella prevenzione dell’HIV, si è avvicinata a questo tema durante il suo periodo di volontariato presso il GAPA, dopo aver trascorso del tempo con un bimbo colpito dalla malattia.

“I made friends who were HIV positive and this stimulated me even more to promote prevention.  Today, I have already lost some dear people to AIDS. I think this is the minimum I can do, being a conscientious person faced with a problem of this magnitude. ‘If you have conscience, act’.” – “Mi sono fatta amici che erano HIV positivi e questo mi ha stimolata ancora di più a promuovere la prevenzione. Ad oggi ho già perso persone a me care a causa dell’AIDS. Penso che questo sia il minimo che posso fare, in quanto persona di coscienza che ha conosciuto personalmente un problema di questa entità. Se hai coscienza, agisci” A. Bertini

Nonostante le reazioni contrastanti del pubblico, divise tra coloro che condividono il messaggio e coloro che lo ritengono invece inappropriato, le collezioni della designer sono state esposte durante importanti conferenze internazionali di informazione sociale, tra le quali quelle di Bangkok, Barcellona e Toronto.

“You understand, condoms must become as basic as a pair of jeans and as necessary as a great love” – “Dovete capire, i preservativi devono diventare basilari come un paio di jeans e necessari come il grande amore” A. Bertini

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