Testo di – FRANCESCA BERNASCHI

Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes

Riguardo l’amore si sono girate innumerevoli pellicole, scritte e suonate milioni di canzoni, scritti miliardi di libri. Per amore si fanno follie, si scatenano guerre e si muore. Ma in quali termini si può parlare di amore? E non mi riferisco di certo al tono con cui farlo e neppure al contesto. È un fatto di parole, di lemmi, di vocaboli.

Voi lo sapete quali sono le parole dell’amore?

Da qualche parte nel mondo qualcuno si é occupato di racchiuderle tutte in un saggio e farle spiegare ai più grandi scrittori e filosofi dei tempi passati: è stato il francese Roland Barthes con il suo saggio Frammenti di un discorso amoroso a creare un vero e proprio vocabolario dell’amore.

Ogni singola voce è spiegata in rapporto all’amore stesso e argomentata con frammenti, per l’appunto, di opere di pensatori quali Goethe, Proust, Balzac, Dostoevskij, insomma, tutte quelle personalità che d’amore, nel senso più puro e tormentato del termine, se ne intendevano avendoci scritto testi che ancora oggi vengono citati come massimi esempi di passione trasposta su carta e rilegata.

Diverse sono poi le figure che vengono in aiuto o sono antagoniste rispetto a quella dell’innamorato: ci sono gli informatori che portano notizie della persona amata e i pettegoli, le malelingue che cercano di intralciare o ostacolare l’amore.

Sono chiaramente rintracciabili tutti i mali e i tormenti di cui un innamorato è suo malgrado vittima senza poter evitare di esserlo: la continua ansia che l’altro lo stia prendendo in giro, la paura che l’altro non lo ricambi e ancora il terrore di perdere l’altro per sempre.

È sempre difficile parlare d’amore senza che qualcuno sia in disaccordo o se ne esca fuori con una visione altra, magari totalmente opposta.
Il merito di Barthes è la capacità di non parlare d’amore ma di far parlare l’amore di sé, di farlo spiegare con parole comprensibili anche a noi comuni mortali.

 

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