Testo — MARTINA GOTTI

 

Quinto giorno di Danae Festival. L’atmosfera è accogliente e familiare in teatro: schiamazzi, risate, saluti, ci si chiede a cosa potranno mai servire il cartoncino rosso e quello verde. E mentre gli ultimi prendono posto in platea, gli attori cercano di stemperare la tensione del debutto: battute con la prima fila, “Vi prego di aver cura dei cartoncini distribuitivi all’ingresso, vi serviranno… ieri sera ci abbiamo messo due ore a ritagliarli!”, con la seconda, “Sei innamorata?” ”Un po’ “, risponde la donna, e scoppia una simpatica risata intorno a lei. D’improvviso prende il via una raffica di domande, scandite con dolcezza e riflessività, di quelle che sono frullate nella testa di ognuno di noi almeno una volta nella vita: Che cos’è l’amore? Che caratteristiche deve avere il tuo partner ideale? Ti innamori spesso? Quante volte ti innamori al giorno? Passione o sentimento? Quante volte avresti voluto sapere prima se il tuo interesse fosse ricambiato? Credi all’amore? Esiste l’amore perfetto o è solo un ideale cui tendere?

Sembra proprio che questa sera la quarta parete sia stata abbattuta e il pubblico sarà protagonista delle scelte in questo gioco dell’amore.

Matematici, psicologi, antropologi, storici e studiosi di ogni tipo hanno cercato di spiegare l’amore e il suo mondo così unico, razionale ed irrazionale allo stesso tempo, di indagare le pratiche e i riti che si riconoscono universalmente all’interno di questo misterioso sentimento, che spesso sembra più un viaggio per la sua imprevedibilità. Effetto Larsen ci accompagna nella scoperta di alcune teorie scientifiche e al contempo coinvolge la memoria emotiva degli spettatori. Stasera abbiamo la possibilità di decidere come andrà a finire questa storia d’amore e, per non perderci nei meandri dei ricordi e delle riflessioni, ci è stato messo a disposizione un tabellone di tutto rispetto. Ed anche una pedina: la scelta è ricaduta su un soldatino in procinto di sparare. Ma l’amore è un gioco? Che sia più una battaglia, una guerra anzi, in cui la strategia migliore vince? L’amore deve essere semplice o complicato?

Come ogni gioco, ha le sue regole. In prima battuta, bisogna esser disponibili ad innamorarsi. Secondariamente, ci sono tre elementi da tenere presenti per passare alla casella successiva: è più facile innamorarsi di persone con cui si interagisce maggiormente, inoltre non sono da sottovalutare fattori come affinità e simile proprietà di linguaggio. Ora ci troviamo in uno dei punti fondamentali: l’approccio. Sbagliato l’approccio non c’è via di ritorno. Scegliamo di affidarci ad un mezzo potentissimo per fugare qualsiasi dubbio: Google. I risultati sono più di 63 000, ne troviamo uno che fa al caso nostro. Nella vita abbiamo una tecnica di seduzione brevettata? Funziona sempre? Funziona anche se la consigliamo ad altri?

E il percorso continua così attraverso l’innamoramento, la scelta di impegnarsi o preferire la libertà di ricominciare tutto da capo, ovviamente non mancano gli imprevisti. E il bonus. Il bonus, l’unica cosa che nella realtà non abbiamo, ma che spesso vorremmo giocare nelle situazioni più difficili e dolorose. La performance termina con due sposi di cera che, lentamente, bruciano di passione fino a fondersi. Forse l’amore non è per sempre. O forse sì?

Applausi fragorosi e calorosi per il duo Effetto Larsen che con una ironia delicata e rispettosa, con grande maestria, sono prima intermediari col pubblico, poi presentatori, illustratori, grafici; traducono in linguaggio del corpo teorie e scritti più o meno complessi, parlano per immagini con una chiarezza strabiliante. La ricetta dell’amore perfetto per ora non esiste, ma gli inguaribili romantici non perdano la speranza, le ricerche su questo mondo misterioso ed imperscrutabile sono in corso. Una cosa è certa: it’s all about love.

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