Testo di – DOMENICO ARCELLA

 

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Link: http://www.youtube.com/watch?v=EPiDroK1M2o

Un panorama che ricorda quello di Londra. Una via lugubre e umida. Le luci di un 24h open shop illuminano la sagoma di una donna, bionda, trucco glossy, capelli portati all’indietro. E’ come interrotta, rapita da immagini sconnesse e irrazionali provenienti da una vetrina. Nel frattempo un uomo, di cui si scorge a malapena la figura, procede verso la donna reggendo in mano una piccola telecamera con l’obiettivo puntato verso di lei. E’ sicura di sé stessa, la donna, sguardo fisso verso la vetrina all’interno della quale, gli schermi, continuano una proiezione di un mondo parallelo, distante, estremamente surreale. Di colpo lei si volta verso la telecamera fissandola e con la stessa nonchalance si incammina verso una porta. Lui la segue e, improvvisamente, getta via una bambola con le stesse sembianze di questa misteriosa donna. Lei sale le scale, entra in una stanza. L’obiettivo della telecamera è ancora puntato addosso a lei e ad un tratto una strana frenesia e l’inquadratura torna su di lui, su quelle mani, su quel tatuaggio, SKKM, quasi a voler accrescere il livello di suggestione.

 God save McQueen! Svelato l’arcano, la nuova campagna pubblicitaria Primavera/Estate 2014 Alexander McQueen, entirely made in Britain, non è più un “mistero”. E’ una parola ricorrente “mistero”, fulcro di un’intera Adv. Peeping Tom, un thriller britannico anni ’60, racconta la storia di un uomo con la passione per la cinematografia ossessionato dal voyeurismo a tal punto da uccidere le sue vittime, generalmente giovani donne, registrando con la sua telecamera le espressioni di terrore che segnavano il loro volto. E’ qui che Steven Klein e il direttore creativo Pascal Dangin, trovano l’ispirazione per girare la campagna pubblicitaria, facendosi portavoce dello stile de le dernier des visionnaries. Nessun riferimento specifico a luoghi o tempi, proprio come recita il copione scritto da Sarah Burton per la Primavera/Estate 2014.

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Questo mondo surreale e grintoso, intenso e suggestivo riassume al meglio il carattere della Primavera/Estate Alexander McQueen, ma anche la personalità di Kate Moss protagonista unica dell’Adv. Un bel modo di festeggiare la venticinquesima Primavera (permettete questo intenzionale gioco di parole) nel mondo della moda per Queen Kate, la quale non ha mai figurato in una precedente campagna pubblicitaria del marchio inglese. Quarant’anni e non sentirli! Liu-Jo, Eleven Paris, Stuart Weitzman e Matchless. Ora Alexander McQueen rappresenta la ciliegina sulla torta di una stagione davvero ricca per la Top Model inglese.

E’ enigmatico Klein, non nuovo a lavori di stampo così concettuale se si riporta alla mente Cerimonia Segreta, la dibattuta mostra del 2007 con protagonisti gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana inseriti in un contesto grunge come se volsessero recitare un copione scritto da Pasolini. Tutto è furtivo e fuorviante se pensate che difficilmente si riescono a cogliere le sfumature delle trentadue amazzoni che il primo Ottobre scorso, si sono palesemente succedute in passerella. Nessun accenno diretto alle lampanti geometrie di Mondrian, o al periodo africano di Picasso. Si tratta più “semplicemente” di una situazione realmente paradossale, kafkiana che incredibilmente decodifica il più occultato aspetto fetish di un’intera collezione, quella intensa carica erotica che forse è il botto cercato ma non ostentato del finale non direttamente scritto da Sarah Burton per la Primavera/Estate. La stilista inglese voleva dire “cose nuove con un linguaggio realmente personale” e nessun altro, eccetto Steven Klein, avrebbe potuto cogliere al meglio questo messaggio e usare uno scenario migliore per raccontare una collezione davvero energica e forte, tra pelli e metalli, disegnata per virago dei giorni nostri.

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