Testo di – LEONARDO MALAGUTI

 

golden-globes2009

A sorpresa i Golden Globes mantengono tutte (o quasi) le promesse: se le vittorie come miglior film drammatico e commedia erano già in mano a 12 Years a slave ed American Hustle, così come quelle a Breaking Badhttp://revolart.it/breaking-bad-la-chimica-della-vita/ )e Bryan Cranston per miglior serie drammatica e miglior attore in una serie drammatica, meno prevedibile era che quelle per miglior attrice e attore in una commedia andassero a Amy Adams (American Hustle) e Leonardo DiCaprio (Wolf of wall street), noti  per essere due straordinari talenti e per partecipare ai premi senza mai portare a casa nulla. Confermati Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club) e Cate Blanchett (Blue Jasmine à http://revolart.it/blue-jasmine-xanax-cinematografico/ ) come migliori interpreti drammatici, e non poteva essere altrimenti  avendo consegnato quelle che, per distacco, sono state le migliori performance del 2013, e così pure , come non protagonisti, Jared Leto ( Dallas Buyers Club) e Jennifer Lawrence (American Hustle). La Lawrence, sul palco a ritirare il premio per la seconda volta in due anni (l’anno scorso aveva vinto come miglior attrice protagonista per Silver Linings Playbook), oltre a essersi dimostrata ancora una volta la più originale, sincera e frizzante personalità in circolazione a Hollywood, si è ormai imposta come protagonista indiscussa della stagione dei premi. Il premio come miglior regista va ad Alfonso Cuaròn per Gravity,  film nel complesso imperfetto, ma diretto indubbiamente in maniera prodigiosa (http://revolart.it/gravity/ ); Her di Spike Jonze,  uno dei picchi della scorsa stagione cinematografica (da noi in arrivo a marzo) perde come miglior commedia, ma si rifà con un meritatissimo premio alla miglior sceneggiatura, dello stesso Jonze. Ultimo ma non ultimo, il premio per miglior film straniero va a La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino (http://revolart.it/la-grande-bellezza/ ) , film discusso, soprattutto qui in patria, ma che ha riscontrato un’accoglienza fenomale in tutto il mondo e che ora è in prima linea a guidare la corsa verso l’Oscar, riportando un poco di lustro, dopo tanto tempo, al disastrato cinema italiano.

Un’edizione decisamente gustosa  e ricca di  qualità, quella di questi Golden Globes, capace di accontentare un po’ tutti, ma se è vero che i Golden Globes sono l’antipasto per l’Oscar, non bisogna dare ancora nulla per scontato: se spesso ha confermato le scelte della stampa estera, l’Academy si diverte anche a rimescolare le carte in tavola e fare qualche imprevedibile sorpresa. E ancora non sono state rese note nemmeno le nomimations. La stagione dei premi  è ufficialmente cominciata e si preannuncia molto interessante.

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