Testo di – FRANCESCA BERNASCHI

 

John-Lennon

L’8 dicembre del 1980 i Queen si stavano esibendo alla Wembley Arena di Londra quando, direttamente da New York arrivò La notizia: Mark Chapman aveva sparato a John Lennon.

John non c’era più. John era morto.

Il giorno successivo, Freddie Mercury e la sua band omaggiarono il deceduto ex Beatle con una cover di Imagine.

E questa è la parte di storia, di cronaca, di costume che tutti conoscono, ma c’è un risvolto della questione meno noto: ad oggi non esiste una tomba di Lennon. Nessuna lapide o bara. John è in mare; una parte delle sue ceneri sono state gettate nell’Oceano Atlantico.

Sembra quasi che l’artista di Liverpool abbia visto il testo di “Imagine” prender vita:

Imagine there’s no heaven […]

No hell below us

Above us only sky

Ed è come se continuasse a galleggiare pacificamente, con il sole sulla faccia, trasportato dalla corrente. Come se non fosse mai morto ma si fosse semplicemente reincarnato in acqua. Come se fosse di nuovo (in) vita.

Gli anni Sessanta hanno assistito ad una rivoluzione tra i giovani […] che ha coinvolto l’intero modo di pensare. Toccò prima ai giovani, poi alla generazione successiva. I Beatles furono parte di questa rivoluzione che in realtà è ancora in atto. Eravamo tutti sulla stessa barca: una barca che andava alla scoperta del Nuovo Mondo. I Beatles erano di vedetta

You may say I’m a dreamer but

I’m not the only one

I hope someday you’ll join us

And the World will live as one

L’ha cantato anche più tardi, sempre in “Imagine”: le cose possono cambiare solo se tutti vogliono che cambino. La rivoluzione può avvenire solo se tutti contribuiscono a sognare e costruire un paese, una società e quindi un mondo migliori.

Da vedetta a mare, ne ha fatta di strada Lennon nella sua vita.

Eccome se ne ha fatta: dapprima solo spettatore, poi protagonista; d’altronde una nave, senza mare, non può salpare…

Lennon è stato inserito fra le 100 personalità più importanti del mondo britannico, in ottava posizione ed è stato assassinato l’8 dicembre.

Girate quell’8: .

Sì, infinito.

Le idee di quel pacifista dall’umorismo sardonico e dissacrante sono destinate ad essere ricordate e portate avanti da quanti sono in grado di immaginare che nome ci siamo Paesi, che non è difficile farlo e che non ci sarà nulla per cui uccidere o morire.

Per quanto potesse essere un idolo per le folle ed un artista poliedrico, John Winston Ono Lennon era innanzitutto un uomo e come tutti gli uomini era debole e a testimoniarlo c’è la sua dipendenza da droghe. La tossicodipendenza alterava parecchio il carattere, già difficile, di Lennon e fu una delle principali cause che portarono alla disgregazione dei Beatles.

Comunque lo vogliate ricordare, da cantante e chitarrista-pianista dei Beatles, solista nel video di Imagine oppure attivista politico o anche fonte di ispirazione per grandi personalità come il Maestro Murakami (uno dei suo capolavori, “Norvegian Wood” rimanda ad uno dei testi dei Beatles scritto proprio da Lennon), John Lennon rimane una personalità da cui imparare una grande lezione: abbi sempre il coraggio delle tue idee e falle valere con la forza del dialogo, della musica e dell’arte.

Imbracciate le chitarre e riponete i fucili.

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