Testo di – LEONARDO MALAGUTI

la ragazza di fuoco

 

HUNGER GAMES: LA RAGAZZA DI FUOCO di Francis Lawrence, 2013

Come dicono gli americani: bigger, badder, better. Il secondo capitolo della fortunata saga di Hunger Games non solo soddisfa le aspettative, ma supera il primo film sotto molti aspetti: più intenso, più divertente, più emozionante. Se il primo episodio già era un ottimo blockbuster, questo riesce a tenere alta la qualità del franchise evitando di riproporre cliché e portando avanti la storia in maniera convincente. L’elemento sovversivo contro la dittatura di Capitol City, incarnata dal crudele Presidente Snow (un Donald Sutherland sempre in ottima forma), prende lentamente piede in un crescendo di tensione che culmina in una nuova sessione di Hunger Games: più letale, ritmata e divertente, che però, questa volta, non è solo un gioco, ma l’inizio della rivolta. La regia ben calibrata di Lawrence riesce a creare scene d’azione che rimangono sempre al servizio della storia, che è in perfetto equilibrio tra tensione, dramma e sentimento. L’elemento innovativo del franchise, che qui si mostra con forza ancora maggiore rispetto al primo capitolo, è la durezza: nonostante non si mostri mai (o quasi) una goccia di sangue, le scene di violenza sono realistiche, dirette, i protagonisti sono fatti di carne, soffrono e rimangono realmente feriti quando li si colpisce, aiutando il pubblico ad entrare più in empatia con loro, a sentire più vicina la vicenda. Abbiamo poi la possibilità di conoscere molto più da vicino la protagonista, Katniss Everdeen, che si rivela essere un personaggio profondo e sfaccettato, interpretato magistralmente dalla sempre brava Jennifer Lawrence; in generale la cura dei personaggi è mirabile e nessuno risulta piatto o stereotipato. Catching Fire era la prova del nove per la saga e il rischio che si rivelasse il fiacco sequel di un buon film era alto, invece il risultato è ottimo e consacra Hunger Games tra le saghe cinematografiche per ragazzi (e non solo) più riuscite del dopo-harry potter: due ore e venti che volano via, intense e divertenti. Forse il miglior blockbuster dell’anno.

 

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