Testo di — FRANCESCA BERNASCHI

 

Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson

daniel-craig-e-rooney-mara-in-una-scena-del-film-millennium-uomini-che-odiano-le-donne-228230

 

Lisbeth Salander è la classica ragazza che farebbe accapponare la pelle a qualsiasi madre o padre che la vedesse varcare la soglia di casa al seguito del proprio figlio: uno scricciolo di un metro e mezzo, forse qualcosa di più, con il fisico da dodicenne e una serie di tatuaggi e piercing davvero poco discreti.

Sommandoci anche la mancanza di diplomazia e la sprezzante silenziosità di cui è dotata ne esce fuori l’incubo di ogni suocera. O il perfetto capro espiatorio, dipende dai punti di vista.

Praticamente si potrebbe definire Lisbeth Salander in totale antitesi con Mikael Blomkvist.

Come recitava il detto?

Ah, giusto: “gli opposti si attraggono”. Aggiungiamoci pure che si attraggono fin quando non si scontrano come Lisbeth e Mikael.

Sarà grazie a due modi di pensare, vedere e vivere così distanti che si chiuderà il cerchio intorno alla scomparsa di Harriet Vanger, nipote prediletta dello stimato Henrik Vanger, noto industriale svedese.

In Uomini che odiano le donne tutto ruota intorno al bisogno dei protagonisti di cercare di riscattarsi, verso se stessi o verso la società. Hanno tutti bisogno di dimostrare che non necessariamente fare qualcosa di sbagliato comporta dover essere additato come un criminale o potenziale tale.

Il bene e il male non sono nettamente separati, necessariamente due facce della stessa medaglia: a volte far del bene implica che qualcuno debba soffrire.

Che sia giusto o meno, questa è un’altra storia.

La verità è che bisognerebbe guardarsi le spalle sempre, non sottovalutare mai nessuno o lasciarsi offuscare dalla sua reputazione. I cattivi riescono ad assumere qualsiasi forma pur di perseguire i loro obiettivi con meticoloso sadismo.

Mi sento di consigliarvi, qualora decidiate di acquistarlo, di procurarvi carta e penna per annotare un paio di nomi e di vicende familiari, perchè non c’è nulla a questo mondo di più complicato delle famiglie- dopo l’amore, ovviamente.

E’ un romanzo che lentamente porta il lettore a capire perchè, come, un giornalista economico e una, ma solo all’apparenza, svitata maga del PC ventenne possano risolvere un caso aperto da quarant’anni.

E’ una storia così cruda, così intricata da poter essere definita soltanto reale.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata