Testo di – VIRGINIA BISCONTI

0x15

Abbiamo una data ed anche l’arma del delitto.

Abbiamo un assassino ed anche una scena del crimine.

Cosa manca? Il cadavere, naturalmente!

No, non si tratta del delitto perfetto, né tanto meno di un riuscitissimo giallo.

Si tratta piuttosto d’indiscrezioni, per lo più dei bisbigli maldestri travestiti da supposizioni.

Andiamo con ordine: 12 aprile, Giappone, Haruki Murakami.

A quattro anni dall’uscita di 1Q84, uno dei capolavori della letteratura contemporanea, la voce di Murakami sembra ancora una volta pronta a sussurrarci all’orecchio una nuova storia.

Lo annuncia Bungei Shunju, nota casa editrice che è culla dello scrittore di Kyoto, senza però lasciar trapelare nulla circa il titolo o la trama, né tanto meno accennare alla data di pubblicazione in Occidente.

A dirla tutta, quotidiani come il The Guardian, qualche piccola pista l’hanno già delineata: secondo mere supposizioni, il nuovo lavoro di Murakami racconterà di “un uomo solitario, una ragazza minorenne, la guerra in Manciuria e un po’ di cucina”.

 

In Giappone, 1Q84 ha visto la luce in un volume unico nel 2009, mentre in Italia è sbarcato in due capitoli, uno uscito nel 2011 e l’altro nel 2012.

Il successo ottenuto sia dalla critica che dai lettori però è stato lo stesso, nonostante le differenze anagrafiche. E se con “Nel segno della pecora”, “Norwegian Wood” e “Kafka sulla spiaggia” Murakami si è accattivato più d’un paio d’occhi, si può dire con cieca certezza che 1Q84 ha letteralmente conquistato –senza colpo ferire– una larga fetta tra i feroci lettori moderni.

 

Haruki Murakami ha saputo così ritagliarsi un posto di tutto rispetto in Oriente come in Occidente, non a caso gli esperti inneggiano al Nobel per la Letteratura. Nei suoi racconti sa districarsi come un abile equilibrista, mescolando la cultura orientale con un’abile e sapiente narrazione dal taglio occidentale. I suoi personaggi sono talvolta paradossali, grotteschi, tragicomici, quasi degli antieroi: sono pieni di sfumature, reticenti alle tinte unite, sono intrappolati nei loro dubbi, nelle loro paure. Si direbbero vittime delle proprie esistenze. E se da una parte abbiamo dei personaggi così vicini alla vita reale, così simili al nostro riflesso nello specchio, dall’altra veniamo trascinati in mondi e situazioni irrazionali, fantastici e dove chiarezza e stabilità sembrano essere puri eufemismi.

 

Dire di aver solo letto un romanzo di Murakami non è che una semplificazione avvilente: un romanzo di Murakami si scopre, si respira e si vive. Bisogna farsi prendere per mano e lasciarsi condurre, come dalle correnti marine, e trepidare d’attesa nel cercare anche solo d’intuire la meta del viaggio che Murakami ci spinge a compiere.

Allora, come lo stesso scrittore ha affermato, dobbiamo stare attenti, perché:

 

Se tendi le orecchie, ascolterai. Se aguzzi la vista, vedrai.”

 

Occhi e orecchie ben aperte e ricapitoliamo, allora: abbiamo una data, ovvero il 12 di aprile. Abbiamo un’arma del delitto, ovvero un romanzo. Abbiamo il nostro assassino, Haruki Murakami ed una scena del crimine, le nostre librerie/comodini/borse o ovunque mettereste un libro che non vedete l’ora di leggere.

Il cadavere? Siamo noi, naturalmente!

 

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata