[ITA/ENG]

Intervista e video di – GIUSEPPE ORIGO

Traduzione di – MARTA GORLETTA

 

 

ITALIANO

 

Giuseppe Origo per Revolart. Siamo in Compagnia di Leeroy Thornhill. È un piacere ospitarti e farti una chiacchierata con te. Partiamo con una semplice domanda: guardando il panorama musicale odierno possiamo dire che i deejays sono diventati le nuove rockstar?
Penso che i dj siano più delle celebrità che delle vere e proprie rockstar. La maggior parte di loro suona la musica di altri e tanti sono in grado di fare la stessa cosa. Non è impossibile. Uno come Skrillex può suonare della musica di livello ma nella maggior parte dei casi non bisogna neanche imparare a suonare uno strumento per fare quel genere di musica: semplicemente suoni la musica di qualcun altro. I dj lavorano principalmente con il pubblico che si trovano davanti: se non vedono la gente divertirsi con la musica che suonano già dall’inizio allora la cambiano, senza considerare la scaletta che si sono costruiti.
La maggior parte delle persone non conosce la differenza tra un dj e un produttore musicale. Potresti cercare di spiegarla meglio?
I dj suonano la musica di altri, mixando due o più canzoni e creando dei suoni nuovi, una nuova musica. I produttori musicali invece lavorano in studio, scrivendo e producendo musica. Ora tanti dj stanno facendo entrambe le cose, trasformandosi anche in produttori. Queste due sfaccettature viaggiano abbastanza parallelamente e forse anche per questo molte persone possono confondersi, ma sono due cose differenti. Essere un dj è anche più facile.
Com’è cambiata la tua vita durante la tua esperienza lavorativa con i The Prodigy e come si è evoluta durante la tua carriera da solista?
I Prodigy sono stati una parte importante della mia vita: abbiamo iniziato quando eravamo giovani, girando il mondo e suonando la musica che amavamo di fronte a centinaia di persone. É stata un’esperienza fantastica, soprattutto essere considerati dello stesso calibro di grandi band come Red Hot Chili Pepper o Foo Fighters. Sono cambiato molto durante la mia carriera: prima infatti ero molto timido. Ho lasciato la band perché sentivo che il mio lato artistico non viaggiava più parallelo al loro. A quel punto mi sono accorto di essere da solo, di poter contare solo su me stesso. Quella di abbandonare il gruppo è stata la decisione più difficile ma più giusta perché sentivo di non essere più stimolato, che non mi stavo evolvendo, che ero inchiodato al passato.
Adesso sono molto felice di quello che sto facendo, delle produzioni che sto portando avanti, delle cose  che sto imparando. Ho raggiunto un punto della mia vita in cui posso dirmi musicalmente felice e soddisfatto. Ma il mondo continua a muoversi velocemente e chissà cosa succederà in futuro.
La contaminazione tra diversi stili è ovunque. Ora la dubstep ha contaminato il new metal, il new rock e il new pop, probabilmente per l’evoluzione nel modo di fare musica e le innovazioni tecnologiche.  Come pensi cambierà la musica nei prossimi anni?
Se lo sapessi sarei l’uomo più ricco del mondo e saprei prevedere il futuro. Credo che tutto si possa rappresentare con un grande cerchio e che quindi le cose tornino anche a distanza di anni, ciclicamente. Posso dire che la dubstep ha avuto una grande influenza nel mondo della musica, soprattutto nel modo di scrivere musica e sul tempo. Un’altra cosa che ora si può fare tranquillamente è mixare pezzi diversi. È fantastico.
Molte persone pensano che la musica elettronica sia usa e getta, qualcosa che non rimane in eterno, effimero, che puoi suonare quando ne hai voglia, anche perché si sente di semplici ragazzini che compongono questo genere di musica nelle loro camere, senza saper suonare uno strumento ma utilizzando il solo computer. Ecco, ci si dimentica però che la cosa importante per un musicista è che il pubblico ricordi facilmente la canzone che sta suonando. E con questo tipo di musica elettronica è più difficile che le persone si ricordino il ritornello o un pezzo di canzone. Ci deve sempre essere qualcosa che attiri l’attenzione, sia vocale che musicale o qualunque cosa che renda più facile ricordare la canzone. Purtroppo di questo a volte i musicisti si dimenticano. E con le canzoni dubstep è molto più difficile farlo, a meno che non suoni la musica di qualcun’altro.
La dubstep è una musica usa e getta per cui non ci saranno mai milioni di persone che agitano le mani e acclamano i loro idoli come poteva succedere con i Rolling Stones o i Prodigy. Magari non è abbastanza, magari non è abbastanza notevole.
Con le nuove tecnologie oggi quando si sente una canzone si ascolta un “macchinario” e grazie alla tecnologia la musica evolve. Ma non so che cosa succederà in futuro. Solo Dio lo sa.
Pensi che il ritorno di un nuovo concetto di musica dance potrà competere con la musica house e lo scenario di musica elettronica?
Si, penso proprio di sì. Quando ascolti una canzone dei Daft Punk come Get Lucky ti rendi conto di quello che dicevo prima: tutta la melodia è facilmente orecchiabile, ti rimane in testa. Quello che i musicisti credo svilupperanno è l’utilizzo di un ritmo, di un ritornello che renda la canzone più di una semplice hit da discoteca: qualcosa di orecchiabile e duraturo. Questo è quello che la musica dovrebbe essere, l’arte di fare musica. Io non lo chiamerei revival della dance music. Ora questo modo di fare musica sta diventando molto popolare, sta prendendo piede per il tipo di suoni mixati e usati. Ma ci saranno sicuramente nuovi cambiamenti, nuove attrezzature che cambieranno ancora una volta il modo di fare musica. Sono sicuro che per le band ora sia importante seguire il percorso dei Daft Punk , pieno di suoni accattivanti e modi per far ricordare la musica.

 

ENGLISH

 

This is Giuseppe Origo for Revolart.it. We are here with Leeroy Thornhill. It’s a pleasure to host you and to ask you some questions. Let’s begin with a simple one: having a look at the today panorama of music, can we say that deejays are the new rockstars?

I think djs are more celebrities than rockstars. Most of them play the music of someone else and everyone can do that. It’s not a big deal. If you are someone like Skrillex and so you play your own music is something really cool but in most of the cases you don’t have to learn how to play an instrument: you just play the music of someone else. Djs mostly work with the people in front of them: if they see people don’t like the kind of music they are playing after 10 minutes they will change it, despite the songs they had selected.

Most of the people don’t know the difference between a dj and a music producer. Can you explain the difference?

Djs are playing the music of others, mixing and putting together two songs and creating a new sound, new music, while a producer is working in the studio making and writing music. Most of the djs now are doing both. These two sides are pretty much going together but a lot of people get confused but these are two different things. Being a dj is also a bit easier.

How was your life during the experience and your job with The Prodigy and how it has changed during your solo career?

It’s part of my life: we were young people, flying around the world, playing the music that we love on the stage in front of thousands of people. It was an amazing experience, especially being on the same level of bands like Red Hot Chili Pepper or Foo Fighters. I change a lot during my job career since I was shy. I left the band since my artistic part was no more travelling with the group. Suddenly I realized I was on my own. That was the hardest part but since the band was not stimulating me, I wasn’t evolving, I was stuck at the old part. Now I’m happy with what I’m doing now, producing again, still learning. I have reached a point where I’m musically happy but the world is still going.

Contamination between different styles is everywhere. Nowadays dubstep are contaminating new metal, new rock, new pop. This is maybe due to the evolution in the way of making music for technological innovations. How will the music change in the following years?

If I will tell you I’ll be a rich person, I will see the future. I think it’s always a big cycle so thing usually come back again after some years. I can say that dubstep had a great influence, especially on the way people right songs, on the tempo. You can mix everything now. It’s awesome. Some people think electronic music is disposable, not timeless, that you can play it when you want because you see kids doing that stuff in their bedroom. But sometimes they forget people should easily remember the song you play. And with this kind of music it happens that people forget. There should be a vocal hook, musical hook or whatever that makes you remember and enjoy the song, something that has been lost a lot now. It’s even more difficult to do that with dubstep songs, unless you play the music of someone else.
Dubstep is disposable music, so you will never have million people going to wave hands for dubstep songs like for the Rolling Stones or The Prodigy. Is not good enough, substantial enough. With all the new technology nowadays you don’t go and listen to a song, but most of the time you listen to equipment. Because of technology music evolve. I don’t know what will come after at now. Only God knows.

Do you think that the revival of new concept of dance will compete with the house and new electric scenery of the electronic music?

Yes, you listen to Daft Punk and everything is a hook. If something will come it’s definitely like that, using a groove, chorus in their songs, making it more than a club record. It’s something that remains in your head and this is what music should be, this is the art of making music. Electronic music will become more mainstream, more commercial and then come back to the ground again. It’s not a proper revival of dance music but of course now it’s stronger for the sounds mixed and used. But there could be some new changes, some new equipment that could change, but I’m sure that for bands now is important to follow the Daft Punk kind of music, full of hooks and easily remembered songs.

 

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