Testo e intervista di – GIUSEPPE ORIGO

su Revolart.it è disponibile anche l’articolo “RatMan: Cento e non più Cento

 

 

RAT 1

 

“Rat-Man meriterebbe di più, dovrebbe finire su tutti i banchi di scuola e sui portacolori di migliaia di bambini.”
[Sergio Algozzino]

 

Non si sa bene come e forse non lo sa nemmeno lui…anzi non è vero, si sa benissimo: RatMan è geniale, è questo che ne ha fatto la punta di diamante della scena del comic italiano contemporaneo e una delle serie a fumetti più riuscite di sempre.

Un mix esplosivo di satira, demenza, ironia, verismo, sarcasmo, un occhio diverso e sempre nuovo sul mondo e sull’ uomo contemporaneo, analisi sociologica condotta con l’arma della battuta sempre pronta ad abbattere frontiere e luoghi comuni.

D’improvviso però paura: una voce serpeggia fra i fan, fomentata anche dallo stesso autore, il geologo fumettista Leo Ortolani: il numero 100 sarà il capolinea di Ratman.

Ormai il numero 100 è stato pubblicato, e adesso?

Lo chiediamo direttamente al demiurgo del Topo.

 

Giuseppe Origo. Ciao Leo, è un piacere poter intervistare un pilastro del fumetto italiano contemporaneo quale te, anche per l’occasione di poter ancora una volta contestualizzare il fumetto nell’ effettivo panorama dell’ Arte: Rat-Man è tale. Non è solo concetto figurativo ma lo studio sotteso al personaggio e alle storie, all’interiorità di ogni elemento trasposta poi in chiave ironica facendo tanto divertire quanto riflettere.

Partiamo dalla domanda di rito: Rat-Man continua?

Leo Ortolani. Sì, certo! che sto ristrutturando casa… Ma continuerebbe ugualmente, anche se avessi già finito la ristrutturazione, ve lo dico subito, per allontanare le malignità! Continuerà perché voglio farmi la piscina.

Ma non pensiate male, eh? Che io nuoto malissimo. Certo, però, se avessi una piscina, magari, dai e dai, ogni giorno, poi alla fine dei progressi li vedi, no? E allora via che si continua!

Fino a quando, non lo so. Certo che quella pista per i go-kart, sarebbe bella, eh? E’ più il costo del terreno, che quello dell’impianto, guarda. E alla fine ci sono anche delle buone prospettive per quella villetta a Pinzolo, che la vecchia sembra che la ricoverino, dovrebbe levarsi dalle stanze entro breve, i parenti hanno fretta di concludere, ci scappa pure un buon prezzo.

Ma soprattutto Rat-Man continua perché la sua storia non è finita. E poi terminerà. Ma detta così è banale, non trovi? Non trovi sia meglio investire sulla palma da cocco? Non chiedono un grande capitale di partenza, ma dicono che da qui a dieci anni sarà il boom degli stuoini in fibra di cocco e io, come geologo, ci credo.

G.O. Cosa rende un “uomo in calzamaglia” un eroe e cosa, quest’ ultimo, un Super-eroe?

L.O. Niente può rendere un uomo in calzamaglia un eroe. Niente. Tanto meno andare in giro con una calzamaglia aderente. Alla fine credo che se tu sei un eroe, lo hai già dentro, fin dall’inizio. Devi solo fare qualcosa per scoprirlo. Bere latte non è una delle cose che possono servire allo scopo. Nemmeno collezionare figurine dei calciatori vecchi. Lo scopri quando sei messo di fronte a situazioni che normalmente la gente fa un passo indietro e dice “oggi non posso, devo andare in posta, scusate tanto, eh?” e si eclissa. E’ quando non ti eclissi. Quando dici “ci posso provare io”. Quando pensi di potercela fare. In quel momento sei un eroe. Se poi ce la fai, allora sei un supereroe!Se non ce la fai, sei un uomo in calzamaglia che non ha capito bene le cose.

G.O. Gli eroi sono buoni? La “Bontà” è un superpotere?

L.O. La bontà non è un superpotere. Mica puoi guardare attraverso i muri, con la bontà. Non ci sollevi nemmeno un’auto, con la bontà. A cosa mi serve, la bontà? Mica sono un dolce. Sono un supereroe!

Direi che decisamente gli eroi non sono buoni. Ma possono essere giusti. Servizievoli. Gentili. Altruisti. Ma buoni, no. O almeno, non credo. Perché i buoni non picchiano nessuno. I supereroi si menano un giorno sì e l’altro pure.

G.O. Rat-Man come il Fantozzi di Villaggio, per azzardare un paragone, basa gran parte della sua comicità sul presentare all’ utente nient’ altro che il Vero della realtà in cui esso stesso è sommerso: è un Verismo umoristico senza bandiere nè schieramenti, un occhio ironico sulla realtà che si limita, in gran parte, a prenderla e riportarla presentandone la stessa drammaticità come assurdità e quindi ironia. Pensi sia riconducibile anche a questo l’enorme successo che ha fatto della tua opera una delle più celebrate e riuscite della storia del fumetto italiano?

L.O. Detta così, me la fai sembrare grossa. E non saprei proprio cosa risponderti. Non sono capace di rispondere alle domande grosse. Chiedimi che film ho visto di recente! O che libro ho letto! O che colore mi piace! Mica queste domande tutte culturose, dove poi annaspo cercando di spiegare perché Rat-Man abbia un (supposto) enorme successo. Non lo so, perché la gente legge Rat-Man. Pensavo che fosse perché faccio delle battute divertentissime, ma non è vero solo quello, mi hanno detto,e io ho perso una delle poche certezze che avevo. Però non posso nemmeno fingere di sapere cosa c’è, oltre a questo. Io faccio solo fumetti. “Abbia pietà!” (cit.)

G.O. Citerò Cinzia: “Un giorno, anche tu sarai famoso come Sorro!… E faranno un fumetto su di te!… E un cartone animato!… E dopo tre settimane di programmazione lo sospenderanno…”.
Cosa non ha funzionato nella serie animata?

L.O. Be’, lo ha già detto Cinzia. L’hanno sospesa e poi l’hanno fatta ripartire sei mesi dopo e poi stop, e poi go! E poi stop! E poi go! Sfibrerebbe anche un gorilla, figuriamoci una scimmia con orecchie da topo! E poi non hanno messo in onda le puntate con Cinzia. Cioè. Siamo nel 2000 e fai ancora finta che i transessuali non esistano? Ma dai. Su. E poi ti trasmettono di quelle cose, che la volgarità, per me, è un’altra, mica il fatto che esistano diversi orientamenti sessuali. Insomma, non vedo la tv da almeno sei anni. Non ho un decoder e però mi tocca pagare il canone. E a ripensare a tutte queste cose, non so perché mi sia fidato. Io volevo fare un film,ma mi hanno detto “fai una serie tv, che poi è più facile!”

G.O. Cos’ è il Male e chi sono i Cattivi?

L.O. Il Male. I Cattivi. E’ tutto, sempre relativo. A volte facciamo il Male pensando di fare il Bene, pensa te! Lo dice anche il detto: “la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni!”

Forse il Male è soprattutto il “non fare”. Il non agire, il non prendere decisioni, il lasciare che le cose restino così perché a noi non ci toccano. Non ci interessano, non ci fanno soffrire. A noi va tutto bene e quindi GLI ALTRI si arrangino.

Ma, come dice Tozzi, GLI ALTRI siamo noi, quindi il Male è anche un po’ stupido.

E i Cattivi sono solo dei poveretti che non hanno avuto scelta. O ce l’hanno avuta e hanno fatto le scelte sbagliate. O forse non lo so e gioco con le parole e con le frasi, senza sapere bene cosa dire.

Ma chiedermi il film che mi piace di più, no, eh?

G.O. Certo RatMan non salva il mondo e non sconfigge orde di mostri giganti extraterresti, non ha aspirazioni alla Clark Kent, forse non gli importa neanche… Però spesso e volentieri lotta contro sé stesso, conduce battaglie che, se guardate nell’ottica della vita del quotidiano, sono altrettanto complesse e anzi spesso sembrano impossibili. Bisogna essere Eroi anche per condurre le proprie battaglie quotidiane con il mondo e, soprattutto, con se stessi?

L.O. Soprattutto, per combattere contro il mondo e contro se stessi. Soprattutto in questo caso, bisogna essere eroi. Perché ci vuole il coraggio di un eroe ad ammettere, a volte, i nostri limiti. E’ più facile mettersi un costume sgargiante e annunciare a tutti che combatteremo il crimine, piuttosto che fare lo sforzo di andare a trovare quella persona che lo sai che non sta bene, ma non sapresti cosa dire, non ti sentiresti a tuo agio, insomma, ci vado poi domani, eh?

G.O. Negli albi di Rat-Man c’è più “Parodia” o “Analisi”?

L.O. C’è più carta. Decisamente. E ogni tanto, su questa carta, ci trovi un po’ dell’una, un po’ dell’altra, ma cercando di accontentarle entrambe, che sono gelose di quello che ha l’altra..

Una faticaccia.                

E comunque l’ultimo film che mi è piaciuto è stato poi LA GRANDE BELLEZZA. Però mi sono divertito anche con IL GRANDE MATCH. Con buona pace dell’analisi e della parodia.

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3 Risposte

  1. carlo

    non so se si possa parlare di verismo a proposito dei fumetti di rat-man. Direi anche dei ricordi della naja, degli stereotipi da bar sport e del gergo di una giovinezza cui l’autore,pochissimo “culturoso”, è sempre rimasto fedele. Una bellissima intervista, con un grande geologo.

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  2. giuseppe.origo

    Ti rigrazio per il commento, il progetto revolart mira, innanzitutto, al dibattito in quanto possibile miccia per l’idea e l’opinione.
    I dati di vendita e critica parlano chiaro, Ratman è ormai un fenomeno editoriale e non più un semplice comic. È tale grazie soprattutto al genio dell’autore che, con tutto il diritto di farlo, si inserisce nelle alte sfere dei fumettisti italiani, con volumi di vendite e successi di critica pari o superiore a quello che fu per i maestri storici della scuola italiana (si parla di 40mile copie vendute a bolume di media). Il problema sta, come sempre, nella capacità del singolo valutatore di astrarre il suo pensiero dal luogo comune tipico della neoborghesia intellettuale che, come spesso accade, lo incatena a canoni predigeriti rendendolo miope riguardo alle effettive potenzialità dei nuovi esponenti dell’ Arte popolare.
    In fine del verismo (parafrasato in una sua versione caregorica) Ratman (proprio come Fantozzi e, volendo, Verga) conserva l’occhio analitico sulla situazione concreta del piccolo e dell’ultimo, analizzandola col suo stesso linguaggio e traslandola in chiave tragicomica in una risata che lascia comunque un sapore amaro di consapevolezza in bocca.
    È questo che trasforma un buon geologo in un ottimo artista, agli occhi di chi è capace di cogliere il passaggio svincolandosi dal canone.

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