Testo e intervista di – FLAVIA OCCHINI

Foto di – IVAN MIKHAILOV

 Photo by Ivan Mikhaylov

 

Tra le installazioni di Icastica 2013, manifestazione sulla cultura estetica internazionale aperta fino al primo Settembre ad Arezzo, colpiscono le originali opere di Tatiana Akhmetgalieva, visibili alla Galleria Comunale di Arte Contemporanea.

L’artista russa (1983, Kemerovo) ha iniziato la sua formazione presso l’Università regionale di Arte di Kemerovo (specializzata in Design) proseguendo poi la gavetta da prima all’Istituto Pro Arte di San Pietroburgo, corso di Arte e Cultura (“Nuove Tecnologie nell’Arte Moderna”) e trasferendosi poi all’Accademia Statale delle Arti e dell’Industria con A. Shtiglitz, nel Dipartimento di Tessili Preziosi.

Vive e opera a San Pietroburgo e Mosca e ha esposto in Russia, Finlandia e Italia.

Net: http://tanya-akhmetgalieva.com/en/main

Per realizzare le sue opere si serve del filo per cucire poiché rappresenta un modo per tenere insieme i frammenti di un mondo che si disintegra…

Sì, ho spesso detto che mi piacerebbe ricucire con dei fili il mondo che sta andando in pezzi.
In precedenza ho lavorato soprattutto sulla grafica, e più tardi, quando sono entrata in Accademia (Accademia di Arte e Industria di San Pietroburgo) al Dipartimento di Tessili, in qualche modo ho deciso di applicare le nuove conoscenze di quei materiali. Così sono nati i primi lavori, ma in sostanza è la stessa tecnica. In quel momento, ho pensato al significato simbolico e profondo del filo e sono rimasta colpita dal modo in cui tutto ciò che riguarda le nostre vite – tempo, parole, amore, passione, relazioni, comunicazione, pensieri, azioni, sogni, significati, e altro ancora – si adatti a questo delicato materiale.
In generale, i tessuti non sono gli unici mezzi che uso. Ho lavorato anche con la grafica e il video. E ora ho anche voglia di concentrarmi di più sulla pittura e la scultura. Mi piace sperimentare e provare cose nuove, combinare tecniche e significati completamente diversi.

 

… Sembra quasi la Penelope dell’Odissea: anche la sua analisi della realtà è connessa con una riflessione sul tempo?

Sì, sento connessioni tra me e la mitologia, molto spesso con Cloto, la più giovane delle Parche e tessitrice del filo della vita.. o con Arianna, che dette a Teseo una matassa di filo o con Penelope, naturalmente.
Una volta ho anche fatto un progetto chiamato Clotho, presentato alla Biennale degli Urali di Arte Contemporanea di Ekaterinburg (Russia). Sono le immagini dei veri lavoratori dello Sverdlovsk Wool Spinning Mill
[ndr : fabbrica di lana pettinata che ha ospitato l’installazione] che hanno dedicato tutta la loro vita a questo lavoro e si trasformano nelle Parche, infatti anche loro tessono..
Il mio lavoro è sempre stato influenzato dalla corrente che passa attraverso la mia vita e i miei sentimenti. Posso dialogare coi tempi e col mondo solo attraverso la creatività, il mio unico linguaggio.

 

Qual è la condizione della donna nel campo dell’arte contemporanea in Russia? Ha mai lavorato all’ argomento?

Non vedo grossi problemi in relazione alle donne nel campo dell’arte contemporanea in Russia. Il mio esempio ne è una prova. In generale, io stessa non pongo spesso l’accento su questo tema, sia nel lavoro sia nella vita. Tutto è molto naturale e armonioso. E in Russia è spesso possibile vedere mostre dedicate ad artiste femminili, così come si vedono femministe e si fanno discorsi di genere. Molte artiste ci lavorano.

 

L’artista ha un ruolo di rilievo nella società? Se sì, le sue opere dovrebbero, a mio parere, essere accessibili alla collettività nel loro significato. Secondo lei l’arte contemporanea concettuale dovrebbe essere più facile da comprendere?

Penso che l’artista sia sicuro di avere un ruolo importante nella società. Gli artisti sono liberi dalla politica, non si fanno influenzare e hanno il compito di dire la verità usando la loro creatività. Possono incidere su più situazioni, cambiando le cose.
L’arte non dovrebbe essere più facile, l’arte è duro lavoro, anche per il pubblico.

Non dovrebbe essere solo intrattenimento…

 

In che modo le tecnologie influenzano l’artista? Il progresso aiuta  l’artista o ne mette in crisi l’identità, ponendolo nel caos?

Io mi sono cimentata nel video, sperimentando. La tecnologia non provoca il caos, piuttosto aiuta a trovare nuovi metodi per esprimere le idee. Per me le nuove tecnologie sono come pennello e vernice nuovi, che possono e devono essere utilizzati. Di questi tempi, il progresso è naturale: perché cercare di fuggirgli? Si può solo visualizzare più chiaramente il ritratto del nostro tempo, grazie alle tecnologie. Sono sempre stata interessata a vedere come si stiano sviluppando i modi in cui gli artisti lavorano a stretto contatto con questo tema.

Qualche anticipazione su prossimi progetti e collaborazioni?

Sto lavorando a un nuovo progetto in collaborazione con l’artista e poeta spagnolo Albert Pinya. È il progetto più importante della mia vita a questo punto. Sarà completamente diverso da quelli fatti finora. Si tratta di un dialogo special e profondo in cui mondi, realtà e differenze culturali si uniscono in un nuovo universo. Discutiamo di molti temi, con l’obiettivo di raggiungere una assoluta sincerità e apertura, per trovare un linguaggio artistico comune. Desiderio divorante per la creatività senza limiti – questo è qualcosa che è dentro di noi.

Circa il progetto, si può parlare di un nuovo media, in quanto è stato sviluppato grazie a Internet e ad una “Mail Art”, e non dipende dalla distanza dei punti sulla mappa che segna dove siamo. Per il progetto creeremo dipinti a quattro mani, e separatamente, una serie di sculture e disegni, nonché installazioni di video e murales. Una parte separata del progetto è la volontà di creare un libro di poesia russa e spagnola (dove, in particolare, ci sarà la poesia di Albert) che illustreremo insieme. La terza, e altrettanto importante, parte sarà una sorta di “biblioteca” di tutti i materiali, libri, film, musica e altre cose che ci siamo scambiati durante la preparazione. Il lavoro non si ferma mai. In un primo momento, verrà mostrato il progetto a Mosca nel 2014, e poi abbiamo in programma di portarlo a Italia e Spagna.

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