Testo di – DIANA SALA

Fotografie di – STEFANO DI FONZO

 

Spesso Leonardo Da Vinci viene associato alle numerose e famose opere artistiche come il Cenacolo o la Vergine delle rocce, a Milano si parla anche delle numerose invenzioni di idraulica che ha potuto ideare grazie ai navigli, ma poco si sa delle Vigne.

Proprio a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano è possibile visitare fino al 31 ottobre il piano inferiore della Casa degli Atellani e il giardino interno, dove sono state ripiantate le Vigne di Leonardo. Il progetto è stato realizzato per Expo grazie alla collaborazione dell’università degli Studi di Milano. Sono state infatti svolte delle ricerche sul DNA di parti organiche delle piante isolate durante gli scavi nei giardini della villa e sono state identificate con la specie della Malvasia di Candia Aromatica.

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La visita alla villa è accompagnata da un’audioguida – in cui è possibile selezionare anche il milanese come lingua – che descrive il porticato, le tre sale del piano terra, lo studio di Ettore Conti e infine i giardini; purtroppo non è visitabile il primo piano nel quale vi è la sala degli specchi e una sala con un affresco con rappresentazioni di pappagalli esotici perché la Villa è tutt’ora ad uso privato.

La Villa è stata regalata alla famiglia Atellani da Ludovico il Moro nel 1490; inizialmente erano due case separate, solo nel 1919 il Senatore Ettore Conti incaricò l’architetto Portaluppi di unire le due case per trasformarle nell’edificio che oggi vediamo. Portaluppi ha progettato un nuovo porticato che introduce all’ingresso patronale; da questo si accede direttamente alla Sala dello Zodiaco, dove vi sono gli affreschi di tutti i segni zodiacali e alcune costellazioni risalenti al Cinquecento. Portaluppi ha rimaneggiato anche questa sala aggiungendo due lunette con le iniziali H e J, che corrispondono ai nomi di Ettore Conti e della moglie Giannina Casati, sepolti nella quarta cappella di Santa Maria delle Grazie. Sul mosaico che ricopre il pavimento di questa sala l’architetto ha aggiunto alcuni pianeti; in questa sala viene messa in mostra la sua abilità nel mescolare il vero storico con le sue personali modifiche.

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Il pianterreno prosegue poi con la Sala dei Ritratti, dove sono visibili quattordici dipinti attribuiti alla bottega Luini in cui sono rappresentati tredici nobili della famiglia Sforza, famiglia alla quale gli Atellani furono sempre molto devoti, e Massimiliano I d’Asburgo. In questa sala sono però originali solo gli affreschi e le decorazioni a intrecci floreali del soffitto, perché nei primi del Novecento il Comune di Milano ha trasferito i dipinti originali al Castello Sforzesco per impedire la vendita all’estero, che era stata minacciata numerose volte.

A sinistra della Sala dei Ritratti vi è la Sala dello Scalone, che permette l’accesso al piano superiore nelle sale non visibili al pubblico. In questa sala sono da notare sia lo scalone in pregiato marmo nero e legno sia gli ornamenti floreali vicino al soffitto, che sono una delle tracce della casa originale degli Atellani.

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A destra della Sala dei Ritratti invece vi è lo studio di Ettore Conti, che è interamente ricoperto da boiseries, intarsi e incisioni seicentesche. La sala presenta lo stemmone dell’alleanza sancita col matrimonio tra Cristina di Danimarca e Francesco II Sforza; inoltre sono visibili quattro ritratti di cani attribuiti a Tivoli.

Uscendo sul balcone dello studio è possibile scendere nel giardino, dove vi sono anfore, statue in pietra e una fontana, voluti da Portaluppi come memoria del giardino all’inglese che la villa Atellani aveva intorno all’Ottocento; le foto precedenti al restauro dell’architetto mostrano invece un giardino trascurato e con una lunga serra che lo divide a metà. Sul fondo del giardino ci sono le vigne piantate proprio del 2015, così come le aveva progettate Leonardo.

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