Testo di – DAVIDE LANDOLFI

 

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Classe 1996, spocchia quanto basta e un talento sopra le righe per la neozelandese Lorde, all’anagrafe Ella Yelich-O’Connor, che sta letteralmente dominando le classifiche mondiali con il singolo Royals. In pochissimo tempo è stata incoronata la regina dell’alternative disseminando haters in qualunque fandom esistente: ha negato la propria collaborazione ad aprire i concerti americani di Katy Perry perché troppo commerciale, ha espressamente chiesto al proprio manager di rifiutare il duetto con David Guetta, ha etichettato come “malsana” la musica di Lana Del Rey e speso parole poco amichevoli per le colleghe Taylor Swift, Selena Gomez e Britney Spears, ma il mondo la venera a tal punto da regalarle la posizione numero 1 della classifica Billboard. A soli 17 anni.

E se la giovane età  rimanda immancabilmente ad un’altra giovanissima come Birdy, dimenticate ogni tipo di paragone perché, attualmente, Lorde è unica nel suo genere, l’alternative appunto. A tratti minimal e dannatamente hipster.

Lorde scrive da sola i propri pezzi e il suo EP di debutto, The Love Club, è un concentrato di suoni sapientemente mescolati fra loro.

Bravado” è uno di quei brani adattissimi per dar vita a un progetto di introduzione con un appeal blando fatto di cori maschili e femminili che lascia posto ad un synth palpabile e un allure minimal di Royals, dove il tempo è scandito da degli schiocchi di dita irresistibili.

Lorde approda anche al rap nella traccia Million Dollar Bills  in cui gioca a fare un po’ M.I.A., un po’ Santigold, mentre la successiva, la title-track The Love Club, pare essere uscita da uno dei dischi di Lily Allen con un beat made in UK disarmante e dalle sfumature pop che regala all’EP una delle canzoni più catchy proposte dalla neozelandese Ella.

Chiudono il lavoro le atmosfere minimal (questa volta esasperatissime) di Biting Down: ipnotica, quasi stancante, la frase “It feels better biting down” da ripetere come un mantra ossessivo e compulsivo come i bassi che si impadroniscono della traccia inghiottendola in un tunnel dark e cupo.

The Love Club è un EP ambizioso, che si allontana dagli standard delle scene musicali odierne, ma che ne ricerca ancora un collegamento per non perdere del tutto il contatto in quello che si preannuncia come l’inizio di un nuovo genere, l’alternative-pop, che, dopo Lana Del Rey e Lorde, sta prendendo sempre più piede nella musica dei giorni nostri.

Insomma, l’enorme successo del singolo Royals e la ricercatezza dell’EP di debutto fanno ben sperare su quelle che potranno essere le sorti di questa new-bie neozelandese. Certo, il rischio, dopo gli eccellenti risultati ottenuti, è che la grande macchina costruita intorno a questa giovanissima artista e tutto l’hype mediatico possano andare a sminuire questo straordinario talento confezionando un disco più di quantità che di qualità, ma il cammino è appena iniziato e la speranza, quella, non muore mai.

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