Testo di – VITO PUGLIESE

 

Vivetta col suo gusto manieristico ci trasporta nei salotti ben arredati e profumati di un’ aristocrazia che vive il tempo che fu e oggi si crogiola in una decadente, seppur composta, nostalgia del passato. Gli abiti ricordano gli anni ’60. Si parte con stampe da gattara e si finisce con geometriche fantasie colorate che ci comunicano allegria e serenità. Ciò che manca è la frenesia, però, dato l’ andamento dei nuovi brand, forse è bene averne uno che, nel panorama dell’ avanguardia, ripesca le idee impolverate dal baule relegato in soffitta e le personalizza innovandole e rendendole sempre fresche. La ragazza di Vivetta è una liceale degli anni ’50-’60, brava a scuola, che vive il boom economico di quel tempo e comincia ad affacciarsi ad una vita che non ha ancora preso quel ritmo incalzante e celere, che oggi probabilmente ha esasperato le dinamiche sociali. Si comincia con una bella e malinconica storia.

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Vivetta 2

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Si prosegue, invece, con una storia un po’ più ammiccante. È quella narrataci da Arthur Abesser, che decide di omaggiare la dolcezza della gioventù addobbandola con abiti di tulle, pantaloncini a vita alta,  vestitini corti di jersey e minigonne provocanti. La cartella colori è in realtà molto semplice e questo indica che il designer non ha voluto puntare sul vestito in sé, quanto piuttosto sul messaggio che il vestito ha: la nascosta e giocosa sensualità dell’ adolescenza. Le stampe dei maglioni e dei cappotti sono state tutte disegnate da Agathe Singer, illustratrice di libri per bambini.

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_Arthur Arbesser

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Armani ci presenta una donna che, come di consueto non dà nell’ occhio, ama vestirsi in maniera tale da non sembrare ridicola, ma nemmeno troppo anonima. I colori che vengono prediletti da questa borghese fanciulla spaziano dal bianco, al grigio, al geranio al rosa confetto, al nero e al blu. Questa volta Giorgio Armani abbina bustier a pantaloni palazzo, ampie giacche morbide a shorts che lasciano più che intravedere la femminilità maestosa, che a casa Armani viene valorizzata e non svilita come spesso accade a chi cerca di sottolinearla. Si sa, la moda di Armani è la moda di chi non ama apparire. Anche gli accessori diventano qualcosa di silenzioso e reticente: le clutch rigide e scarpe non eccessivamente alte con il classico cinturino alla caviglia.

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Giorgio Armani 2

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Il creativo emiliano Angelo Marani invece decide di abbandonarsi a quelli che abbiamo capito pienamente essere i trend del momento: forme svasate e larghe, pelle traforata. Una scelta di colori, quella del designer che ormai diventa una presenza fissa della fashion week milanese, che non stupisce chi ha seguito la fashion week dall’ inizio: sabbia, terra, beige, marrone, cuoio, bianco.

Per la donna di Mila Schön la comodità è tutto. Il brand nemmeno questa volta sfoggia colori o forme particolarmente bizzarri, ma comunque riesce a dare una complessiva idea di leggerezza e di armonia, che ha percorso tutta la sfilata. I capi sono delicati sia sotto un profilo strutturale, sia sotto un profilo cromatico: le forme lineari e massicce si sfaldano perché i tessuti sono leggeri e pienamente estivi e ai colori più accesi e sgargianti, che hanno calcato le passerelle durante questi giorni, si preferisce il pesca e il blu navy. Molto regolare.

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Mila Schon

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