Testo di – CHIARA CRESCINI

 

Il 6 Giugno ha così aperto i battenti MuSa, il nuovo museo salodiano racchiuso tra le mura dell’antico convento di Santa Giustina. Presentato come “Una sfida ai luoghi comuni che ancora si accompagnano alla parola museo”, il MuSa è uno spazio nato dalla volontà e dalla consapevolezza di voler donare alla città di Salò un luogo ad hoc per celebrarne ed esporne il patrimonio artistico e culturale.

Durante la cerimonia di inaugurazione hanno presenziato diverse autorità, tra figure politiche ed istituzionali, tra cui l’ex ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e gli assessori regionali, Cristina Cappellini per Culture, Identità, Autonomie e Mauro Parolini per il Turismo.

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Il MuSa, come esposto dai due assessori regionali durante la presentazione iniziale, è uno dei venti progetti vincitore del bando 2014 diretto alla modernizzazione ed innovazione del patrimonio museale lombardo per Expo 2015.  L’innovazione legata alla tradizione, la sinergetica collaborazione tra strutture museali locali e l’accessibilità della struttura al pubblico con l’abbattimento delle barriere architettoniche, rappresentano i punti di forza e le leve grazie alle quali, il MuSa si è conquistato l’accesso al finanziamento del bando sopracitato.

Lo spazio espositivo si sviluppa all’interno del complesso di Santa Giustina, in origine collegio dei padri Somaschi, che interamente recuperato al termine di un meticoloso processo di restauro, ospita i sette livelli attraverso i quali si snoda la seduzione culturale attuata dal MuSa. Lo spettatore viene da subito colpito dalla struttura architettonica che lo circonda; un lavoro firmato dall’architetto museografo Giovanni Tortelli, che ha dato vita ad una moderna struttura soppalcata, affacciata sul Lago di Garda e scandita dal ritmico rincorrersi di pilastri e dal blu delle locandine e dei cartelloni che richiamando il Lago stesso, ci parlano di Salò e della sua storia.

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Il museo si articola in molteplici sezioni ed il direttore del museo Giordano Bruno Guerri ne parla come: “Non di un percorso unico che segue una linea logica, ma un susseguirsi di sale tematiche, tanti piccoli musei a sé stanti, che sommati costituiscono un grande e meraviglioso museo che, alla fine della visita, permette anche una riflessione cronologica sulla storia di Salò”. Si sviluppano così variegate aree tematiche: L’età veneziana con Gasparo da Salò, vanto della città e maestro di violini; I seicento giorni della Repubblica Sociale di Salò che profondamente segnarono la storia italiana e che indissolubilmente sono legati a questo paese; La Civica Raccolta del Disegno che racchiude un piccolo tesoro riguardante la produzione grafica italiana del Secondo Dopoguerra; L’osservatorio Meteosismico; Gli studi anatomici del Dottor Rini e le vere e proprie “mummie” conservate grazie all’arte della pietrificazione, praticata dallo stesso Rini; infine Salò ed i suoi Protagonisti, tra i quali degni di nota sono, Gabriele D’Annunzio e Benito Mussolini.

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Il MuSa si propone al pubblico come un centro culturale vivace e dinamico, ricco di stimoli e volto ad implementare e ad incrementare la proprio collezione in futuro. Nello splendido chiostro all’interno del quale si è tenuta la presentazione inziale del museo, verranno infatti organizzati spettacoli di vario genere mentre nelle sale adiacenti verranno ospitate mostre d’arte contemporanea e non. Al riguardo, è ad oggi in corso la mostra temporanea dell’artista partenopeo Ernesto Tatafiore, che consiglio caldamente per la colorazione viva ed il tratto elegante, per la sintesi ed il gioco poetico.

Il MuSa, a detta del direttore Guerri, sarà poi la casa di convegni, eventi, feste e perché no, anche di matrimoni, perché il museo appartiene ai salodiani. A sottolineare il forte legame col territorio e l’importanza data a tecnologia e multimedialità, totem sparsi per il centro cittadino saranno il tramite ed il collegamento tra la struttura museale e Salò, creando un ambiente interattivo e stimolante, soprattutto per i più piccoli.

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Il museo sarà aperto fino a novembre, dalle 10 alle 18, orario continuato, con il lunedì come giorno di chiusura. Dal 5 novembre al 31 marzo sarà aperto il sabato, la domenica e i festivi sempre dalle 10 alle 18, orario continuato, con apertura su prenotazione obbligatoria per gruppi di almeno 35 partecipanti.

Sia così il MuSa, al pari delle figure mitologiche da cui prende il nome, fonte d’ispirazione per i suoi visitatori e luogo in cui le arti possano germogliare e fiorire in un clima frizzante e moderno.

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