Testo di – STEFANIA STEFANIZZI

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Uno spazio buio. Una mano stringe un bastone bianco, l’altra cerca un appoggio, una persona, una parete. Un corridoio stretto. Si cerca di abituare la vista all’oscurità, l’udito a distinguere le voci e i toni, la cui profondità diventa indispensabile per muoversi. Si cerca di percepire, ascoltando, la grandezza degli spazi, la vicinanza delle persone. Perché, come recitano le parole all’ingresso, “Non occorre guardare per vedere lontano”.

Una voce calda, dal tono accogliente chiede  “Come ti chiami?” , e altre voci rispondono. Il gruppo si presenta. Otto persone circa, sconosciuti tra loro, guidati da un’altra non vedente.

Si percorrono ambienti diversi, passando da una stanza all’altra sperimentando a fondo i cinque sensi, si riscopre l’essenza primaria del tatto, dell’udito e dell’ olfatto. Senza vedere, immersi nell’oscurità. I suoni aiutano a orientarsi, a ritrovare le presenze che ci circondano, a sentirli vicini o lontani da noi.

Non è una simulazione di cecità, non ha l’obiettivo di far provare cosa significhi vivere senza vedere: è il tentativo di imparare a percepire ciò che ci sta intorno senza l’ausilio a volte ingombrante degli occhi.

Era il 1943 quando Antoine de Saint- Exupery, scriveva “L’essenziale è invisibile agli occhi”.
 
Oggi, forse, l’esperienza che meglio rappresenta quanto scritto dal padre del Piccolo Principe è  “Dialogo nel Buio”: accolto tra le mura dell’Istituto dei ciechi, in via Vivaio 7 a Milano, il percorso permette di scoprire l’ampiezza dei sensi di cui disponiamo, oltre alla vista, e di cui spesso facciamo poco uso.

Ed ecco che stare seduti su una panca con il vento e il rumore dei gabbiani in sottofondo stimola l’immaginazione, il caffè, la cannella in una cesta hanno un odore tutto diverso, camminare per le stanze, toccare delle foglie, annusarle e scoprire piante di lavanda, rosmarino, origano, provoca un’emozione rara, ma piacevole. Nell’oscurità impari a muoverti, ad avvertire i passi, la gente cammina attorno a te, ti cerca, tocca, chiama. Nell’oscurità le prospettive cambiano, la realtà assume un altro punto di (non) vista

La mostra che non mostra sorprende per la capacità di orientarsi e di ascoltare gli altri che ciascuno di noi mette in discussione in un luogo tanto diverso e ostile rispetto a quello a cui siamo abituati. Ma il percorso lascia stupefatti soprattutto per la velocità e la maestria di chi conduce il gioco: la dimestichezza nello spostarsi da un ambiente all’altro permette di riflettere su un limite così grande, su privazione talmente dolorosa ma allo stesso tempo si ha la possibilità di valicare i confini di ciò che gli altri comunemente e spesso superficialmente vedono.

Info utili:
Dialogo nel buio è situato presso:Istituto dei Ciechi, Via Vivaio 7, Milano
Costo del biglietto: 15 € (eventuali riduzioni possibili).

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