Testo di – Caterina Laurenzi

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Lei: pittrice con occhi d’artista. Lui: architetto senza laurea.

Insieme: i coniugi Eames. Molto più che una coppia.

Eclettici e scoppiettanti, Charles e Ray Kaiser Eames la storia del XX secolo l’hanno fatta per davvero.

Pionieri del design organico – caratterizzato da linee fluide e morbide e da un disegno ed una progettazione olistica, in sintonia con l’ambiente circostante – i due creativi a stelle e a strisce, lui del Missouri, lei californiana, hanno (forse più di chiunque altro) radicalmente cambiato il modo di percepire il design moderno da parte del pubblico.

La storia, a dirla tutta, non fu delle più rosee: quando Charles incontrò la sua futura dolce metà era già sposato da un pezzo. L’amore, però, si sa, ieri come oggi, cieco e senza età, convinse il giovane aspirante architetto ad abbandonare moglie e figlia per l’affascinante pittrice Ray, con cui condivideva progetti avanguardistici per il futuro, entusiasmo da vendere, estro e spaziale genialità. Da allora il sodalizio tra i due non ebbe mai fine. Insieme, oltre ad aprire uno studio di architettura e design, gli Eames si occuparono di fotografia, pittura, arti grafiche e tessili e della realizzazione di alcuni film.

La vera svolta che segnò e sancì il successo e l’immortalità dello straordinario duo avvenne, però, qualche tempo più avanti. Correva l’anno 1940 quando il MOMA Museum Of Modern Art – di NY lanciò il concorso “Organic Design in Home Furnishing”. Charles, con l’amico finlandese Eero Saarinen, anch’egli designer passato alla storia, reinventò l’idea di sedia e presentò alla commissione il proprio progetto. Economica e modellata sulle forme del corpo umano, la seduta “Organic Chair” vinse il primo premio, ma incassò, contemporaneamente, il primo fallimento: la sedia, infatti, non poteva essere fabbricata.

Non esistevano, al tempo, mezzi per modellare i fogli di compensato, con cui, come avevano pensato i due designers, avrebbe dovuto essere realizzata. Ma poco importò della sconfitta: la vittoria dei due sancì, infatti, l’inizio del successo di Charles e Ray. E, ovviamente, del loro inconfondibile design.

Dal legno della LCW del 1946 – una seduta molto bassa, in fogli di compensato pressati e rivestiti, secondo i gusti dell’acquirente, con vari materiali – la poliedrica coppia approdò alla plastica. E fu subito amore.

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Una dopo l’altra nacquero La Chaise, poltrona in fiberglass ispirata ad un’opera di Gaston LaChaise – “Reclining nude” – che si aggiudicò il secondo posto all’”International competition for low-cost forniture design” indetto dal MOMA e  DSR Dining Sidechair Rod – elegante sedia monoscocca con base cromata, reinterpretata in una miriade di varianti: DAR, con braccioli, RAR, con base a dondolo, DAW, con base in legno. Poi fu la volta della Longuechair and Ottoman, confortevole poltrona in palissandro ispirata alla sagoma di due mani intrecciate tra loro, pezzo di storia del design moderno.

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Dell’affiatato duo, Charles era la mente, Ray la mano: alla progettazione lui, al colore ed alle texture lei. Pragmatismo e poesia. Un individuo solo con due compiti separati e precisi. Utilizzando materiali innovativi ed ispirandosi ai nuovi processi produttivi, gli Eames credevano nell’importanza delle relazioni tra i singoli elementi e gli ambienti circostanti e manifestarono la loro convinzione in ogni creazione.

Gli Eames Storage Units, sistemi modulari di strutture standardizzate versatili e funzionali in fogli di compensato ed acciaio, furono invece costruiti seguendo la prassi della produzione in serie, che venne applicata a tutta la successiva produzione. Cavalcando l’onda del successo di Charles e Ray, furono molte le aziende di grido del tempo che si affidarono loro per commesse e campagne promozionali (celebre quella con IBM per frenare il terrore dilagante per il mostro del nuovo millennio, il computer).

Oltre alle storiche sedute, i coniugi Eames si dedicarono anche al disegno di giochi per bambini. Eames Plywood Elephant, un piccolo pachiderma in legno d’acero mai entrato in produzione (nel 2007 VITRA, storica azienda di design che oggi produce buona parte delle creazioni dei due americani, ne ha lanciati in commercio alcuni pezzi in edizione limitata), riassume in sé la politica della coppia: semplicità, rigore, creatività, equilibrio. Un mix di forme essenziali ma espressive, ispirate al mondo naturale.

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Charles morì nel 1978. Dieci anni dopo, con la scomparsa di Ray, lo studio Eames chiuse per sempre i battenti.

“Do more with less” era il motto di Charles, che mai si stancava di ripeterlo alle telecamere che lo intervistavano. Il loro nome, oggi sui migliori pezzi di arredamento, riecheggia tra quelli più influenti della storia del design. Due signori, un po’ matti e un po’ artisti, che con passione e creatività riscoprirono la bellezza della semplicità delle forme.

Lei: pittrice. Lui: architetto.

Insieme: i coniugi Eames. Molto più che una sedia.

 

2 Risposte

  1. erica

    Blog davvero interessante, peccato non sia ancora disponibile la versione mobile. Almeno io non l’ho trovata, infatti per leggere questo articolo sul mio telefono ci messo mezz’ora. Perlomento era interessante e ben scritto.

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