Testo di – LORENZO VERCESI

Fotocollage di – GIULIA BEROZZI

a1

 

Alla donna

lume tenda cartapesta

finestra verso il mare

che allacciando sorrisi

stabilisce rotte

amplifica battiti

e alza gigli contro il cielo

fertilità terrestre

dal cui grembo

sgorga la vita

e i suoi splendori

Alla donna stella polare

brezza che scioglie appena

la chioma del mondo

come carezza

centro d’ogni anelito

movente d’ogni tentativo

di luce e cielo

falce di luna timida

appesa come una vite

sul ruvido cielo urbano

Alla donna chiaro d’uova

impasto di farina integrale

che dà quel sapore antico

quasi un odore di polvere

che s’alza e se ne va

liberando i contorni delle cose

leggerezza di sospiro

peso che protende al mondo

filo che attorciglia il cuore

con dolcezza d’arancia

e forza di tempesta

Alla donna che desiderando

spesso perdi

spacchi lacustri che solo l’alba

stende e ritrae

illusoria

come pioggia logorando

i bordi del cuore

linea a pastello che si ferma

appena prima del centro

segnando l’abbandono al dolore

quanto è difficile lasciarti

alla sostanza dei pensieri d’un altro

ai palpiti di un petto altrui

Alla donna che viene

da una costola, da una metà

fiato a ricongiungere

sospiro a ricostruire

mancanze e lividi

ragione a spiegare

notti di sussulto e sogno

A te che

nel tuo quieto e sottile

incanto

passeggi sinestesica

ossimorica

travolgente lieve

e porti nei tuoi occhi

qualcosa di simile

ad un segreto antico

quasi avessi capito già

ciò che ci è del tutto ignoto

e che tu

luna troppo generosa

per tenersi la sua luce

nella dolcezza d’un bacio

ci sveli

 

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