Teso di – GIUSEPPE ORIGO

Voti ottenuti dalla media ponderata delle valutazioni (in decimi) espresse dagli inviati sul posto

 

La serata di ieri e’ stata, musicalmente, disastrosa: 11 big hanno portato sul palco dell’Ariston, uno dopo l’altro, una serie di sfaceli.

La speranza e’ che i giovani, quindi, possano per lo meno portare una ventata di freschezza in questa torrida landa di disastro.

 

Marianne Mirage – Le canzoni fanno male         7

Figlia di padre Jazzista apre Marianne: il pezzo, molto Baustelle, e’ ottimo per le radio e riesce comunque a conservare una discreta originalita’, elemento per ora carente nella rassegnona. Il testo e’ banalotto, certo, ma la musica e’ finalmente un genuino rock (per lo meno al paragone col resto).

La promuovo con piacere, finalmente.

 

Francesco Guasti – Universo      4.5

E gia’ si torna alla banalita’, una voce ruvida e sforzata sulle note basse. Il pezzo arriva solo a tratti (e comunque solo nel ritornello). Le liriche sono retoricamente ingenue, la musica e’ piatta come una sogliola.

No.

 

Braschi – Nel Mare ci sono i coccodrilli                5.5

Gli ultimi coccodrilli che ricordavo erano quelli nella doccia di Britti.

Braschi ha un bel faccino da bravo ragazzo e porta al collo una chitarra, elemento a mio parere sempre vincente.

Il pezzo e’ orecchiabile, ma nulla piu’, le parole provano qualcosa di piu’ ma senza riuscirci.

Il mood generale mi piace a tratti, ma scendendo in un’analisi un pelo piu’ profonda siamo a rischio bocciatura.

 

Leonardo Lamacchia – Cio’ che resta     6/7

Brano musicalmente pieno e con corpo, nulla di originalissimo a livello di testo che potrei sbilanciarmi a definire Mangoniano. L’arrangiamento e’ ottimo per piacere facilmente all’ascoltatore, senza risultare in modo alcuno una canzonetta. Mi piace, ma non ha la freschezza dell’avversaria “Le canzone fanno male”.

 

Passano Guasti e Lamacchia, Mirage fuori: mannaggia al suffragio universale (e anche a quello di qualita’…).

E ora si torna ai big, ed io preventivamente sbadiglio.

 

Bianca Atzei – Ora esisti solo tu              6/7

La canzone non mi spiace, fino al ritornello pensavo in una replica dello sfacelo di ieri sera e invece il ritornello e’ ottimo. Chitarrino andaluso nel bridge?!?! MA BENE!!! Ok, il voto ponderato potrebbe essere inclemente, ma la sala stampa e’ in delirio.

 

Marco Masini – Spostato di un secondo              4

Masini Wan Kenobi porta una cover di Pensa di Moro, fino al ritornello che ammazza tutto, lo affossa complice di un controcanto che invece di armonizzare stona. Il testo e’ uno sproloquio: di cosa diamine stiamo parlando? Un pezzo orrido metricamente imbarazzante.

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Nesli e Alice Paba – Do retta a te            3.5

La fiera delle banalita’, ma dalla combo non mi aspettavo nulla di piu’, per lo meno Masini ci ha messo il Dada. Canzoncina d’amore sciapa in cui le voci dei due interpreti non si sposano minimamente, risultato pessimo.

 

Sergio Sylvestre – Con te            7+

Non ho mai sentito Sylvestre, sono curiosamente ottimista. Una voce potentissima, non sempre chirurgicamente precisa, ma il pezzo e’ complesso da seguire canoramente. Ok, non siamo innanzi ad un capolavoro, ma senza dubbio e’ un’ottima canzone, forse la migliore ad esser stata cantata in questa edizione della kermesse sanremese.

Alle sue spalle un coro, ottimo. Profondita’, finalmente: Bravo!

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Gigi D’Alessio – La prima stella                6

Equitalia chi? Ah Gigi, si, dicevamo. Battutine piu’ o meno saccenti a parte la canzone starebbe bene come colonna sonora di un cartone Disney. Le parole sono buone, la musica e’ per lo meno originale e il ritornello acchiappa. La voce non e’ al massimo, forse non adeguatamente riscaldata. Nel complesso senza infamia e senza lode.

 

Michele Bravi – Il diario degli errori       5/6

Piaccia o meno, Michele Bravi ha una bella voce, speriamo riesca a metterla al servizio di una canzone all’altezza. La canzone e’ carina (aggettivo insopportabile ma adeguato): testo ok, musica ok. Metrica non pretenziosa (diciamo ok?), fluida. Peccato comunque, perche’ un’occasione come Sanremo potrebbe essere adeguata per osare di piu’, ma dopo tutto c’e’ la sufficienza piena, forse…

 

Paola Turci – Fatti bella per te                 6/7

L’attacco ci sta, ottimo start. Paola ci ha detto oggi in conferenza stampa “e’ una canzone che canto per me”, e la grinta emerge, effettivamente, energica nelle prime battute. Non male la grinta che permea tutto il brano, non male l’energia della performance: mi piace senza eccellere, per via del ritornello che ancora fatico a cogliere musicalmente in toto. Ad ogni modo bene.

 

Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma           6

Saro’ sincero: amen a me non era piaciuta. A questo giro pero’ Gabbani mi coinvolge di piu’, forse perche’ a differenza di molte delle salme che hanno sfilato su quel palco fino ad ora e’, per lo meno, piu’ frizzante.

Ancora non capisco se le parole siano frutto di un ragionamento compiuto o di un viaggio lisergico.NAMASTE’, ALE’!! Base non malaccio, senza esaltare, lui forse troppo sopra le righe, forse troppo personaggio, forse adeguato pero’ dopo tutto.

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Michele Zarrillo – Mani nelle mani         5.5

Il papabile “premio alla carriera” di questa edizione. “Mani nelle mani, le tue mani con le mani nelle mie”, boh. Ecco, diciamo che non mi arriva, e trovo molte delle rimette baciate, per l’appunto, rimette baciate e nulla piu’. La musica non osa, il testo neanche, una narrazione piatta ma buona. Sufficienza, un’altra.

 

Chiara – Nessun posto e’ casa mia          4+

Aspetto la sua voce sempre con piacere. Canzone confezionata per l’Ariston, lampantemente: melodia che non osa, testo buono, ritmo morto e menosetto, tutto costruito per non sovrastare l’interpretazione canora, unica nota di merito del brano. Un’occasione mancata.

 

Raige e Giulia Luzi – Togliamoci la voglia 7+

COSA COSA?!?! L’attacco mi sveglia dallo stato di coma in cui verso da ormai troppo tempo. Un pezzo che osa e non osa. Sai cosa? Ci sta anche il rap: e’ diverso rispetto al resto, mi convince. Ottimo lo stumentale, unica pecca il testo non certo spesso.

Un piacevolissimo spiraglio che coniuga bene, a parer mio, gli intermezzi rap di lui con la voce melodica di lei.

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