Testo di – GIUSEPPE ORIGO   sziget

Una delle fattispecie chiave nel rapporto fra arte e utenza nella sua chiave più massiva sta conoscendo, in questi anni, forse uno dei suoi periodi più bui nella contemporaneità: il “festival” è in crisi.

Uno dopo l’altro, tanto su scala nazionale quanto europea, colossi e nomi sacri come Heineken Jammin’ Festival, Gods of Metal, Rock In Idro o i colleghi spagnoli Sonar e Primavera Sound, stanno calando la serranda rimandando l’appuntamento di anno in anno nell’ attesa che l’agnello si ingrassi.

Un mix inquietante di crisi economica, provincialismo, mala gestione tanto centrale quanto locale e burocrazie dai ritmi esasperati, uno scenario artisticamente miope dal punto di vista gestionale sta lasciando l’ Estate, lo scenario per antonomasia dei grandi Festival a stampo Musicale, sempre meno rumorosa.

Non è questo però il caso di una conclamata eccellenza come l’Ungherese Sziget, se non il migliore sicuramente sul podio dei più riusciti eventi musicali di massa, organizzato sull’isola di Óbudai-sziget a Budapest.

Dal 1993 ad oggi l’evento si è evoluto crescendo esponenzialmente di anno in anno. Nato come kermesse di giovani e misconosciuti artisti locali, Sziget conta oggi più di 60 palchi e la partecipazione, nel corso dei tempi, di LETTERALMENTE chiunque, e qui non si tratta di una mera licenza di ingigantimento giornalistico: sono più di 1000 le singole performance che prendono vita ad ogni edizione del festival e non si tratta solo di musica, ma seguendo il buon vecchio format Woodstockiano, il festival ospita teatro, proiezioni video, DJ-set, danza, esibizioni circensi e di artisti di strada e manifestazioni sportive.

Se la tanto abusata parola “multimedialità” ha davvero trovato una sua declinazione e concretizzazione, beh questa è lo Sziget, un melting-pot di culture e Culture unico nel suo genere che pare non conoscere crisi ma solo una crescita in totale virtuosismo di utili non solo economici ma, rimanendo fedele al reale significato di promotore culturale, in termini di valore aggiunto artistico e umano.

E siamo nell’ ordine dei 370 mila spettatori stimati lo scorso anno…

Un esempio di ottima gestione e di offerta che ha dell’incredibile, spaziando attraverso ogni genere e sottogenere immaginabile e affiancando colossi a esordienti per uno spettacolo che sia passione artistica a 360 gradi.

Si, ma quest’ anno? Ok, stiamo parlando di un fenomeno che va avanti dal ’93, ma siamo pur sempre in quel 2014 che segue l’ annus horribilis del festival… si tira la cinghia?

No. Assolutamente no.

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E lo dimostrano solo alcuni dei nomi confermati ad oggi: The Prodigy, Queens Of The Stone Age, Blink 182, Korn, Nofx, Skrillex, Outkast, Deadmau5, Placebo, Macklemore & Ryan Lewis, Calvin Harris, Madness, Caparezza, The Bloody Beetroots, Stromae, London Grammar, Imagine Dragons.

E si parla solo della musica…

E si parla solo dei più grossi…

Sziget, ancora una volta, ride in faccia al triste ma diffuso pensiero che il festival multigenere sia destinato al fallimento proponendo ancora una volta un programma trasversale fra le varie “razze” della musica e non solo: non si tratta di cercare di dare un assaggio ad ognuno, ma di saziare ogni stomaco nella maniera più completa.

Una settimana di casino, e c’è ben poco da aggiungere.

Arrivare e partecipare non è assolutamente difficile, tutto ciò che vi serve è qui: http://it.szigetfestival.com/_/info/informazioni_generali

Quindi zaino in spalle e controllate bene di avere tutti i picchetti necessari per la vostra tenda (mal che vada ci pensa il signor Quechua, panacea di ogni “diversamente campeggiatore”). Perché solo una cosa potrà rimanervi e segnarvi tanto intensa quanto la consapevolezza di aver vissuto una settimana nel paradiso delle arti: il rimpianto di non averlo fatto.

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Sziget Festival:

Budapest-Ungheria 11-18 Agosto 2014

info e costi su: www.szigetfestival.com

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