Testo di – GIUSEPPE ORIGO

 

lone ranger tonto first still

Recensire un film che mi ha fatto dormire sonoramente per tre quarti almeno della sua durata è un’ impresa che ha del presuntuoso oltre che dell’ impossibile: in che modo potrei procedere per effettuare una critica oggettiva e completa di un prodotto che mi ha dato modo di farsi conoscere solo per un infinitesimale frammento di se stesso?

D’altro canto mi dico che sarebbe compito del regista fare in modo che lo spettatore non cada in catalessi innanzi alla sua opera, che per lo meno, nonostante lo scarso grado di “visibilità” dello stupro di celluloide effettuato, il “pagante biglietto” riesca a fruirne per la quasi totalità.

Non è questo il caso di “The Lone Ranger”, una sola di proporzioni cosmiche della durata complessiva di circa due ore e mezza, nel corso delle quali, per il poco che son riuscito a vedere, va a consumarsi la pratica guida “come sputtanare un budget di 215 milioni di dollari”.

La cifra record investita nell’ opera di Gore Verbinski è la dimostrazione che non basta solo un portafoglio illimitato per produrre una buona pellicola.

La fotografia accettabile del film, unica nota azzeccata, stupisce per i primi 20 secondi abdicando quasi subito innanzi all’ opera distruttiva della peggior combo regia/sceneggiatura che il cinema contemporaneo possa presentare: la trama è debole, i dialoghi sono deboli, il susseguirsi delle singole deboli scene è debole e gli attori sono lo stereotipo di loro stessi.

E così, per l’ennesima volta, ti cucchi il solito Johnny Depp intento, nuovamente, a soddisfare le aspettative di quel pubblico prepuberale che lo vuole come “il pazzerello”: HAI ROTTO LE PALLE!

Basta con sta solfa che Depp è un grade attore: NON è VERO!! Johnny Depp è “il pazzerello”, E BASTA!

Edward Mani di Forbice è “il pazzerello”, Ed Wood è “il pazzerello”, Raoul Duke è “il pazzerello”, Ichabod Crane è “il pazzerello”, Jack Sparrow è “il pazzerello”, Sheldon Jeffrey Sands è “il pazzerello”, Willy Wonka è “il pazzerello”, il Cappellaio Matto è “il pazzerello”, Sweeney Todd è “il pazzerello”, TONTO è IL PAZZERELLO, E JOHNNY DEPP è VERSATILE COME UN BLOCCO DI TRAVERTINO!

Gli altri ruoli da lui ricoperti (con pochissime eccezioni), son caduti nel dimenticatoio perchè andare in bicicletta senza le due rotelle del “oh, Edward Mani Di Forbice era un personaggio geniale” è ben complicato: certo, si tratta di un’ ottima interpretazione ma questo non ne giustifica la riproposizione per più di 20 anni di carriera.

Per il resto Armie Hammer nei panni del Ranger solitario è il solito belloccio che ci prova ma non ci riesce, Helena Bonham Carter è come il prezzemolo, che è un po’ ovunque senza mai avere una particolare rilevanza che comunque dubito fortemente sarebbe in grado di gestire (oh, per completare il trittico manca solo Burton), e gli altri attori sono un’ accozzaglia di macchiette senza il benchè minimo rilievo e/o merito.

In un susseguirsi di cliché è fiaccume il film claudica per tutta la biblica durata.

Nota di merito va al sig. UCI Cinemas per la comodità delle “poltrone vip” (che, come sempre, erano vuote e quindi ho occupato abusivamente): grazie perchè avete concliliato ogni singola posizione delle fasi del mio sonno, dal dormiveglia in posizione seduta all’ “accascio sul fianco”, fino alla fase rem in posizione fetale sul bracciolo.

Un film presentato come “il ritorno al western d’ autore” da una campagna di marketing monumentale contro cui andrebbe intentata una causa per pubblicità ingannevole che a conti fatti è un insulto a chiunque abbia mai cavalcato e/o impugnato una Colt nella storia del grande schermo.

Ed è così che, finita la sofferenza e riaccesesi le luci in sala ti trovi in macchia sulla strada di casa pensando a quel “Per un pugno di dollari” e a quante volte il suo budget di 190 mila miseri dollari debba essere ripetuto per coprire quello di “The Lone Ranger” (circa 1132 volte, per la cronaca) e la domanda che sorge spontanea, e vorresti porre ai mirabili curatori del marketing di quest’ ultima porcata marchiata Disney, è una soltanto: quale dei due passerà effettivamente alla storia come “Western d’ autore”, imbecilli?

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