Testo di – Luca Monti, docente e coordinatore MEC – Master Eventi Culturali, Università Cattolica, Milano

È il caso di dire che se oggi un grande artista del passato come Richard Wagner potesse tornare in vita si dedicherebbe probabilmente alla regia di un grande concerto live.

Un evento scintillante, strepitoso, pieno di ‘spettacolarità’, un vero show, ieri sera a San Siro è LO STADIO TOUR che Tiziano Ferro ha portato nei giorni scorsi a Torino, Bologna, Firenze e Roma e che meriterebbe per la verità un passaggio televisivo.

Una sintesi di tecnologia e videomapping, ottima realizzazione musicale, una confezione di lusso che non perde mai di vista LUI, il centro stesso della macchina meravigliosa che lo circonda: un ragazzo di Latina, oggi un uomo e un artista che si affaccia sulla vita con grinta e passione.

Uno scatto classico per iniziare, un salto fuori dalla scatola, uno smoking nero perfetto, impeccabile.

Xdono il primo successo in una versione ad hoc più concitata, La differenza tra me e te comincia a far intravedere la potenza delle immagini. Come in un caleidoscopio Tiziano è avvolto da sezioni architettoniche, iperpanorami di città. Il popolo dello stadio è inghiottito da Sere Nere, un inno generazionale delle nostre esistenze tra sogno e solitudine. I nostri “geni malati da sognatori cronici”, si identificano in un Imbranato e aspettano Il regalo più grande.

Già tempo di togliere la giacca e restare in papillon, inizia una decompressione dell’eroe.

La scenografia sostiene ma non invade, Tiziano è concentrato, forte e anche piuttosto preciso. Lo show si muove verso il fuoco, il rosso. Uno smalto americano, eroi di carta, sembra di stare dentro Spiderman o una versione a colori di Diabolik. Smoking cangiante, raggi laser, 3001 Odissea nello spazio.

tour

È sorprendente come Tiziano riesca a tenere l’immobilità, pochissimi gesti molto calibrati, e per questo particolarmente potenti.

Sul brano il Sole esiste per tutti sembra concentrarsi la perfezione della composizione scenografica, solo un accordo di luci, solo raggi sospesi nel buio. La magia prosegue con Senza scappare mai più e Stop dimentica fino a Xverso, si potrebbe sperimentare anche di più dal punto di vista compositivo musicale su questi brani dove emergono sprazzi di cattiveria, crudeltà, questo renderebbe il nostro eroe ancora più sfaccettato.

Terzo cambio di abito, coreografie virtuali. Hai delle isole negli occhi , atterraggio a New York. Poi piove sulla città, una malinconica sera di Ero contentissimo.

Abbiamo smesso la giacca e la camicia. La misura più umana continua, la discesa verso oggi, la parte performativa centrale dello show lascia il posto ad una serie di riflessioni più romantiche e a una dedica a Milano: L’amore è una cosa semplice, Ti scatterò una foto; Ti voglio bene da inserire nella sezione descrittiva di certi amori gay e certi segreti, o doppie vite. Si balla su Raffaella è mia e Rosso relativo.

Il colore più intimo della serata viene verso la fine, L’ultima notte al mondo e Per dirti ciao, è il tempo anche di un video messaggio, una dichiarazione d’amore e un grazie a tutti cui segue:

“God grant me the serenity to accept the things I cannot change; courage to change the things I can; and wisdom to know the difference”.

Le sue canzoni dunque, quindici anni di successi e qualcosa in più, due libri “Trent’anni e una chiacchierata con papà”(Kowalski 2010, Feltrinelli, 2012) 0e “L’amore è una cosa semplice” (Kowalski 2012, Feltrinelli, 2013), due diari, due poemi cavallereschi, un eroe concentrato sul suo destino: scrivere canzoni, la sua spada e il suo scudo, il microfono e il quaderno, dentro alcuni mostri del passato, la difficoltà e il mal di vivere, una ostinata dedizione a capire, a raccontarsi, a guardarsi con umiltà. Le sue battaglie: i dischi, i tour, le promozioni, gli aerei. A servizio di una scintilla d’infinito, una poesia in musica, di tre minuti.

Leggere quei diari è occasione per la nostra gente tra i 30 e i 40 di vedere un po’ di noi, che cosa scorra nella persona umana che ha dato, e che darà speriamo, così tanto al nostro immaginario generazionale. A noi che come lui abbiamo vissuto in monolocali e ci siamo domandati il perché di tutto, a noi che abbiamo avuto aspirazioni e ispirazioni geniali, facciamo i conti con domeniche inutili e ci piace tanto viaggiare.

Speriamo che Tiziano Ferro continui a trovare una dimensione di crescita personale e che ce ne dia nota; è bello e positivo il sentire di questo ragazzo di Latina che con la caparbietà di un soldato ha conquistato il mondo. Questo costante minimo equilibrio tra luce e ombra, tra visione e cuore, tra sentimenti e ripensamenti, la traiettoria sottile della vita.

Così il nostro Tiziano, scarpe da ginnastica e jeans, sta bene, è con noi qui ed ora, volteggia sul pubblico, commuove con La fine, Non me lo so spiegare, Lo stadio ed è tutto un Incanto.

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e dopo lo straordinario successo di “Lo Stadio Tour” a novembre si riparte con diciasette nuove date in giro per l’Europa.
Questo il calendario di “European Tour 2015”

13 NOVEMBRE, TORINO – PALA ALPITOUR
16 NOVEMBRE, MILANO – MEDIOLANUM FORUM
17 NOVEMBRE, MILANO – MEDIOLANUM FORUM
19 NOVEMBRE, BOLOGNA – UNIPOL ARENA
21 NOVEMBRE, ROMA – PALALOTTOMATICA
22 NOVEMBRE, ROMA – PALALOTTOMATICA
24 NOVEMBRE, EBOLI (SA) – PALASELE
26 NOVEMBRE, BARI – PALAFLORIO
28 NOVEMBRE, ACIREALE (CT) – PALASPORT
02 DICEMBRE, MONTICHIARI (BS) – PALAGEORGE
05 DICEMBRE, ZURIGO – HALLENSTADION
06 DICEMBRE, GINEVRA – ARENA
08 DICEMBRE, MONACO DI BAVIERA – ZENIT
11 DICEMBRE, CONEGLIANO (TV) – ZOPPAS ARENA
15 DICEMBRE, BRUXELLES – FOREST NATIONAL
17 DICEMBRE, LUGANO – RESEGA
19 DICEMBRE, FIRENZE – MANDELA FORUM

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