Testo di – ANGELICA CARBONE

 

 

Uniqlo, brand di abbigliamento giapponese, realizza abiti a partire da un singolare concept: ogni vestito è inteso come un “componente” con cui costruire il guardaroba, pezzi distinti di un puzzle il cui risultato finale è nelle mani dei consumatori.

L’azienda offre ai suoi clienti il massimo della scelta in termini di forma e colore, nonché la qualità più alta al prezzo più contenuto possibile. L’idea è quella di vendere capi essenziali in molte varianti, in modo tale da lasciare ai consumatori la libertà di comporre look originali e fantasiosi.

Per farla breve, Uniqlo propone un gran numero di componenti basic, dalle t-shirt ai piumini, privi di decorazioni e dal taglio semplice e versatile, sfruttando tecnologie avanzate come i tessuti antisudore, quelli che proteggono dai raggi UV e quelli in grado di mantenere il calore.

Semplicità ed essenzialità sono le chiavi del successo del brand: i costi bassi hanno permesso all’azienda di aprire diversi Flagship Stores e di gestire una piattaforma di E-Commerce che vende i suoi prodotti in tutto il mondo (da novembre 2013 anche in Italia).

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Uniqlo si è fatto conoscere, col tempo, per il suo curioso modo di presentare le collezioni attraverso il marketing virale e la tecnologia web.

Un esempio delle innovative strategie di marketing del brand è rappresentato dal sito Uniqlock, una sorta di particolare orologio digitale. Sulla home troneggia l’orario di Tokyio, accompagnato da una musica a tempo con i secondi. Ogni 5 secondi all’orologio si alternano le minicoreografie di quattro ballerine che vestono Uniqlo, esempio concreto di come sia facile e veloce comporre outfits diversi con le collezioni proposte dal marchio. La musica, inoltre, segue il ritmo della giornata: tranquilla e rilassante nelle ore notturne, allegra e vivace nelle ore diurne.

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Recentemente, Uniqlo ha lanciato l’app Uniqlo Recipe: nessun errore, si tratta davvero di un’app di ricette!

Il primo elemento dell’app è costituito infatti da 24 ricette proposte da 6 chef emergenti statunitensi e mostrate step by step attraverso foto e video. Il tutto è accompagnato da un mix di stile e musica, in linea con il DNA del brand.

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Le ricette richiedono tecniche ed ingredienti semplici, alla portata di chiunque voglia cimentarsi in una miscela di cucina tradizionale e raffinata.

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Il secondo elemento, invece, è costituito dai 6 chef, giovani talenti che propongono 4 ricette a testa e di cui è possibile leggere la biografia, guardare il video di presentazione e lasciarsi ispirare dal loro look.

Ecco, infatti, la moda fare capolino e mescolarsi al food: gli chef sono vestiti con capi, marchiati Uniqlo, in tinta con i piatti proposti. Con un unico e veloce click è possibile accedere al sito di E-commerce e acquistare subito il capo osservato!

Infine, l’ultima chicca: attraverso l’app è possibile impostare il timer che vi accompagnerà nella realizzazione delle ricette.  A voi la scelta della colonna sonora che scandisce lo scorrore del tempo: tra le opzioni anche i tradizionali rumori della cucina!

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Ovviamente, lo scopo di tutto questo è quello di incentivare gli utenti a condividere il contenuto dell’app su tutti gli altri social. Un mix vincente che sfrutta a pieno le potenzialità virali dei due maggiori protagonisti delle nostre bacheche e ashtag: moda e food.

La commistione tra questi due elementi non è certo un fenomeno nuovo: food e fashion hanno iniziato a fondersi quando noti stilisti sono stati invitati a personalizzare il packaging di alcuni prodotti commerciali per scuoterne le vendite.

Al giorno d’oggi, del resto, ad unire moda e food ci pensa il logo: se anni fa il profumo firmato apriva alle masse l’accesso al lusso, ora, a causa della crisi, ci si accontenta di un meno costoso cioccolatino “firmato” che fa lo stesso la sua figura una volta instagrammato e sulle nostre bacheche.

Per non parlare dei numerosi ristoranti e caffè griffati – per citarne alcuni il Gold di Dolce e Gabbana, il Nobu di Armani, il Just Cavalli – che rivelano la mania degli stilisti italiani di inaugurare un loro proprio ristorante.

Ma non finisce qui. Anche dal web provengono esempi di fusione tra moda e food: blog, come Taste of Runway, nato dall’idea di Anna Marconi di mettere in scena una sfilata virtuale di piatti dalle forme e dai colori ispirati alle più prestigiose passerelle e alle ultime tendenze.

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“Le mode di stagione privilegiano il buon gusto: in effetti sono tutte commestibili”. Così si legge in Una questione di gusto di Fulvio Bonavia, già noto per aver ricoperto di lattuga una creazione di Alexander McQueen e di noci una di Louis Vuitton.

La nuova tendenza è quindi quella di demolire la radicata associazione tra moda e magrezza eccessiva: fashion e food non sono nemici, bensì complici. Chi non può rinunciare a un tessuto pregiato e vuole essere sempre al passo con i tempi, non può certo rinunciare a del buon cibo e non essere aggiornato sulle ultime tendenze culinarie!

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