Testo e fotografie di – GIUSEPPE ORIGO
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Venezia è conclamatamente, e da tradizione, la “più bella città del mondo”: vero e proprio miracolo ingegneristico architettonico, centro artistico e storico di assoluta eccellenza mondiale, sublime alcova per gli innamorati di ogni dove e, certo non meno importante, stimolante e assolutamente appagante meta eno-gastronomica per qualunque stomaco e palato.

Ciò detto anche la serenissima ha il suo dark side of the moon (o meglio i vari dark sides): è cara, è turistica, è caotica, è difficile da girare perché è contorta, e popolata da truffatori di varia lega e forgia ansiosi di spellare il turista sprovveduto di turno.

Cercherò quindi nelle prossime righe, senza essere eccessivamente retorico né prolisso ma andando dritto al succo del discorso, di darvi qualche idea e qualche piccola dritta per sopravvivere a un breve (anzi “lungo il giusto”) soggiorno veneziano godendovi al meglio il più possibile.

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Durata del soggiorno: io non  sono ricco e penso presumibilmente non lo siate nemmeno voi (essendo il nostro magazine letto per lo più da ragazzi, in caso contrario contattatemi a redazione@revolart.it così possiamo metterci d’accordo per un bonifico a sostegno del vostro portale preferito), per di più ho usato il viaggio a Venezia come regalo alla mia Bella: certo la cosa mi sarà fruttata il “premio originalità” (no, magari no…) ma, in soldoni, si è tradotto in spese doppie per viaggio, alloggio e sopravvivenza. Quest’ultima, in particolare, vi accorgerete sarà una voce ostica nel vostro bilancio. Non disperate però: 3 giorni (2 notti a patto che il primo giorno si arrivi presto e l’ultimo si parta dopo le 18:00) sono più che sufficienti per girare la città, godere delle sue principali attrazioni e avere a disposizione anche un po’ di tempo per del giustissimo cazzeggio (esperienza CHIAVE, a parer mio, in ogni viaggio).

TIP- l’ultimo giorno recatevi alla stazione bello presto e depositate lì il bagaglio nell’apposito deposito (ve la caverete con una spesa di 6/8€ per tutta la giornata e vi eviterete la noia di dover tornare in albergo prima del treno).

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Dove alloggiare? EVITATE DI CERCARVI UN ALBERGO IN CITTà (a meno che non siate i famosi magnati cui prima accennavo) a meno che non abbiate reni caldi o sorelle vergini da lasciare in saldo del conto. Classicamente cercare alloggio a Mestre è la soluzione tipica, con prezzi dimezzati e collegamento a prova di scemo per Venezia: in treno si parte alla stazione sita in Piazzale Favretti, e in dieci, quindici minuti massimo, si arriva a Venezia S. Lucia (il costo è di 1,20 €, suggerimento prezioso può essere quello di non fare i biglietti nelle biglietterie della stazione, ma nelle edicole e tabaccherie, presenti in stazioni o nei paraggi, oppure nelle pratiche macchinette automatiche, così eviterete inutili file).

Una valida alternativa che mi sento però di caldeggiarvi per l’alloggio è cercare qualcosa sul Lido di Venezia, isolona che sorge nella laguna davanti alla città, raggiungibile in 25/30 minuti di vaporetto. Qui i prezzi per dormire sono analoghi a quelli che troverete a Mestre (vi suggerisco di valutare il comodissimo e a buon mercato Reiter Hotel, http://www.hotelreiter.com/ ) ma con quelli che, secondo me, sono due grandi vantaggi: punto 1 è che il Lido è un bel posticino tranquillo, con splendide case liberty e ristorantini di pesce ottimi (qui vi consiglio la Trattoria Africa: poca spesa molta resa, pesce freschissimo e porzioni Pantagrueliche); punto 2 è che per raggiungere Venezia, al mattino, a conti fatti è mille volte meglio (per lo meno per l’esperienza e i paesaggi) prendere un suggestivo battellino e guadare la laguna arrivando dritti in Piazza San Marco piuttosto che star chiusi in una supposta di lamiera su rotaie e arrivare in stazione.

Ostelli? Mah…meglio a questo punto cercare su Airbnb (https://www.airbnb.it ) e incrociare le dita… ma non abbiate timore che questo portale mi ha salvato più di un viaggio!

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Muoversi in città: Appena usciti dalla stazione guardate alla vostra sinistra e vedrete un piccolo container trasparente che è il centro informazioni turistiche: recatevici IMMEDIATAMENTE ignorando chiunque altro, nel corso del breve tragitto, vi si proponga come autista/portantino/salvatoredellamobilità. Chiedete info, appena entrati, al desk sicchè possiate essere indirizzati verso la più pratica soluzione a seconda della durata del vostro soggiorno. TIP- Per soggiorni di 3 giorni (per giovani e studenti) esiste un apposito abbonamento a mezzi e vaporetti del modico costo di 28 €: conviene moltissimo ed è valido su ogni mezzo di trasporto urbano pubblico (dai vaporetti ai rari bus).

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Da Vedere A Prescindere: come ho già detto il modo migliore per visitare Venezia è perdercisi. Alcune mete, però, è giusto visitarle a prescindere, perché perdersele significherebbe tornare a casa con insanabili rimpianti.

  • Peggy Guggenheim Collection [Dorsoduro] – nella sede di Peggy Guggenheim Collection è ospitata la collezione d’arte personale di Peggy Guggenheim (1898–1979), ex-moglie dell’artista Max Ernst e nipote del magnate Solomon R. Guggenheim. Il palazzo fu effettivamente abitazione della celebre collezionista. Una collezione forse fra le mie preferite a livello mondiale che si articola con sorprendente agilità ed eleganza dal modernismo statunitense al futurismo italiano, dal più celebre cubismo (Picasso per dirne uno) a surrealismo, espressionismo astratto e astrattismo puro. Una vera e propria pioggia di opere incredibili: Picasso, Salvador Dalí, René Magritte, Brâncuși, Vasily Kandinsky, Marcel Duchamp, Marc Chagall, Umberto Boccioni, William Congdon, Conrad Marca-Relli e Jackson Pollock, Lucio Fontana, Afro Basaldella e moltissimi altri ancora. La dicotomia contrastante fra le avanguardie artistiche del 900 e una città che in gran parte è rimasta ferma nel tempo a 500 anni or sono rende questa meta un vero e proprio sogno che, a tratti, sfocia nell’incredibile. Menzione d’onore al giardino, che vale un momento di relax e pensiero (o una pausa sigaretta, che è un’ ottima alternativa) e, mi raccomando, occhio alle mostre temporanee che spesso riservano piacevolissime sorprese (ora in corso, fino al 19 Settembre, Imagine di cui potete leggere qui http://www.guggenheim-venice.it/exhibitions/imagine/imagine.html )

    COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM, VENEZIA - 2010 SPAZI MUSEALI INTERNI

    COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM, VENEZIA

  • Gallerie dell’Accademia [Campo della Carità] – vale senza ombra di dubbio alcuno la pena prendersi un pomeriggio per avere uno sguardo sulla più completa e mozza fiato collezione di arte Veneziana e Venete (dal XIV al XVIII sec.) del mondo. Dopo una immersione nelle icone sacre, forma d’arte che, personalmente, ho sempre amato, si viene letteralmente catapultati in un viaggio attraverso le opere di Giorgione, Tintoretto, Tiziano, Bellini, Veronese e Carpaccio: una vera e propria immersione non solo nell’arte ma anche nella storia della Serenissima. Un allestimento di pregevolissima e abilissima fattura dentro le incredibili sale del complesso di Santa Maria della Carità (che dal 1750 ospita l’Accademia). Gratis per gli studenti, un po’ cara (15€, ma vale comunque questo prezzo) per gli altri.
  • San Marco – La Cattedrale di Venezia, attigua al Palazzo Ducale (che merita ad ogni modo una visita), venne completata nel 1617. Un’ architettura più unica che rara nel panorama del sacro italiano, più vicina a forme bizantine (simili a quelle che troviamo nel Ravennate) che ai canoni del sacro nostrano (romanico o gotico che sia). Un capolavoro di architetture e mosaici (questi ultimi vi lasceranno letteralmente a bocca aperta una volta acceduti all’interno). Vale la pena la spesa dei 5€ per accedere alla Loggia dei Cavalli, il perché lo capirete una volta che, sarete lassù e guarderete l’incredibile panorama della piazza. TIP- Andateci al mattino presto, da essere lì davanti attorno alle 8.30 e non fatevi scoraggiare da quella che sarà la già folta coda di giapponesi.

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    La Basilica di San Marco

     

  • Le Isole – Ci arrivate col vaporetto ordinario, con partenza da Piazza San Marco. Murano è noiosetta ma vale la pena di una rapida visita per guardarsi 20 minuti di soffiatura del vetro. FINE. Burano, d’altro canto, è molto più carina: le graziose casette colorate e le strade vivaci sono il set ideale per qualche bella fotografia e una tranquilla passeggiata. Dimenticatevi l’idea di poter consumarvi un pasto decente, per quello aspettate di rientrare in città. I merletti….sono merletti, chi se ne frega.

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    Burano

  • Il Ghetto – forse uno dei quartieri più carini in cui perdersi, fu per l’appunto il primo ghetto ebraico d’Europa, si trova nel sestiere di Cannaregio ed è sede della Comunità Ebraica di Venezia. Trovate anche qualche gradevole localino e bacaro, ma forse la cosa più gradevole sarà la tranquillità e la quiete della passeggiata meno affollata di turisti e chiasso. È vicino alla stazione, magari tenetevelo per una visita il pomeriggio dell’ ultimo giorno.

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Mangiare e bere: A Venezia si mangia e beve benissimo, con qualche piccolo accorgimento (se volete evitare il salasso finanziario). NON SEDETEVI, a meno che non sia prettamente necessario, nemmeno per un caffè (allo storico Caffè Vergnano, a pochi passi da Rialto, ho speso 8€ per due dannatissimi caffè, che certo erano accompagnati da uno spruzzetto di panna e in contesto caratteristico…ma comunque son sempre 8€ per due dannati caffè) ma entrate nell’ottica di mangiare in itinere: solo così, a parer mio, potrete gustare quanto di meglio ha da offrirvi la Serenissima cioè bacari e tramezzini.

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Bacareti: la quint’ essenza della libidine, definitivamente. Troverete “bacari” ovunque per le vie cittadine, vi basterà chiedere: sono nulla più che bar che offrono Spritz (a prezzi ridicoli, dai 2€ ai 4 € e comunque ottimi) e “ombrette di vino” (bicchierini di vino della casa, fidatevi che son buoni, a prezzo variabile da 1€ a 2.5€) accompagnati da cicchetti. Cosa sono i cicchetti? Sono il cibo degli dei: tartine di pane bianco o nero coperte da qual si voglia ben di dio possa venirvi in mente (la tipica, che vi consiglio col cuore, è al baccalà mantecato). TIP- Non abbiate paura di non mangiare regolarmente agli orari dei pasti ma concedetevi il lusso di trasformare la vostra esperienza veneziana in un vero e proprio tour fra bacareti e cicchetterie in cui riuscire a provare di ogni cosa un po’, senza rimpianti e facendo tappa in ogni singolo bacaro vi si parerà lungo la strada: NON VE NE PENTIRETE!!!

Beh, a sto punto lasciate che vi consigli i bacari che ho preferito:

  • Osteria al Squero [Via trovaso, Zattere, siete vicini alle Gallerie dell’Accademia]: in assoluto il mio preferito per varietà e bontà di cicchetti (cambiano tutti i giorni e costano 1.20€ cad.) e qualità dello spritz (sebbene questo lievemente più caro di quello fatto nel vicino Al Bottegon). Entrate, pigliate da bere (spritz o ombra secondo preferenza) e scegliete X-mila cicchetti, poi si mangia seduti lungo il canale. Consiglio di privilegiare il pesce, ma è tutto buono quindi lasciatevi guidare dall’ispirazione
  • Al Bottegon [a pochi passi dal Squero]: ho notato che i veneziani preferiscono questo al Squero. Io ad essere sincero a ben pensarci sono indeciso… certo qui lo spritz costa meno e il vino è più vario, però gastronomicamente ho preferito l’altro. NULLA PERò DA TOGLIERSI AL MERITO: anche qui qualità e varietà la fanno da padrone quindi tutto ciò che davvero vi consiglio è fare sia l’uno che l’altro, tanto sono l’uno a fianco dell’altro!
  • Bacareto da Lele [Campo dei Tolentini 183]: un’ istituzione Veneziana, punto di ritrovo per giovani e studenti. Ombre di vino a 0.60€, paninetti (decine di varietà) a 1€: il Bengodi!!!
  • Vino Vero [Fondamenta della Misericordia]: non fosse che qui si gioca sporco dato l’aspetto fusion fra cucina toscana e veneziana è su questo posto che forse cadrebbe il trofeo dei migliori cicchetti. Buono buonissimo, varietà disarmante di cicchetti dalla qualità insuperabile (qui divisi in carne, perce, vegetariani). Mi sento di caldeggiarvi più assaggi possibili, specie dove sia chiara la commistione fra le due realtà culinarie (provate quello ai fegatini, piangerete dal piacere). Se avete dei dubbi sull’accostamento col giusto calice chiedete alla gentile barista: saprà illuminarvi con astuzia.
  • Osteria Bancogiro [Campo San Giacometto]: dietro a Rialto e a fianco al già citato (esoso) Caffè Vergnano. Volete andare sul certo? Calice di prosecco e scampo crudo (2.5€ di mare condensato).

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    Scampetti crudi e spritz (ma col prosecco è un altro paio di maniche)

MENZIONE D’ONORE PER IL MIGLIORE TRAMEZZINO DI VENEZIA (e probabilmente del Mondo): Bar Alla Toletta [Dorsoduro, sempre dalle parti dell’ Accademia, vicino al Squero/Bottegon] – Ben venuti nel tempio del tramezzino! Ma, un momento, cos’è il tramezzino? NON PENSATE DI SAPERLO, furbetti, perché a Venezia il concetto di tramezzino è ben diverso da quello stitico sandwich che noi osiamo definire tale: una vera e propria massa di farcia e condimento attorno alla quale le due esili fettine di pane bianco al latte hanno la sola funzione di membrana cellulare, esistente per il solo fine di tenere compatto il nucleo di Libido edibile. Ogni gusto possibile e immaginabile (io, nel dubbio, ne ho presi 5). Consiglio ASSOLUTAMENTE quello con granchio e uova, quello con Baccalà mantecato, quello con gli straccetti di cavallo e, per i coraggiosi, quello piccante. Andateci e prendetevi tutto il tempo necessario per mangiarne quanti più possibili (tanto costano 1.50/2€ l’uno: roba dell’ altro mondo!).

La sublimazione del concetto di “tramezzino”

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