Testo e foto di – MARTA DULLIA

 

Passeggiando per le vie di Città Alta, tra le varie torri che si ergono su una delle parti più maestose e ricche di storia di Bergamo, si è soliti percorrere la via principale, via Colleoni, che porta al cuore pulsante della cittadella storica: Piazza Vecchia.

Negli ultimi giorni, lo spettacolo è stato ben diverso rispetto alla piazza medioevale che si è soliti vedere durante l’anno: per un momento, un istante, l’ambiente si è trasformato e lo spettatore è stato trasportato in una città diversa da Bergamo.

Quelle che seguiranno sono le sensazioni di un’esperienza di due settimane che ha cambiato radicalmente il volto della città lombarda.

cIMG_0016

Un’oasi di pace, di serenità, si apre a ventaglio, davanti ai suoi occhi: la natura diventa protagonista indiscussa. Specie diverse di piante si stagliano rigogliose sullo sfondo così da mutare la pavimentazione caratteristica a rombi bianchi e pietre marroni su di un manto erboso verde.

cIMG_0036

L’atmosfera è onirica: gli adulti si rilassano sulle panchine di legno, guardando i loro bambini rincorrersi tra le piante oppure giocare con le installazioni a forma di bianchi uccellini, mentre i ragazzi chiacchierano animatamente seduti sul prato verde, all’ombra delle piante folte.

cIMG_0002

Tuttavia lo spettatore, stropicciandosi gli occhi, non vedrà questo incanto di natura “cittadina” dissolversi, come quando ci si risveglia da un sogno. Tutto questo è reale, un dono che viene fatto ai cittadini e ai turisti. Ho potuto assistere ad un evento particolare: “I maestri del Paesaggio, International meeting of the Landscape and Garden”, organizzato annualmente dall’associazione non-profit Arketipos, che si occupa della promozione del paesaggio naturale e della sostenibilità ambientale, con la collaborazione e la partnership di imprese private, che hanno messo a disposizione i loro prodotti, come le luci da giardino a forma di lampadina gigante oppure gli uccellini in plastica bianchi.

cIMG_0006

E’ stata scelta proprio Bergamo, in quanto città che coniuga il rapporto tra l’intervento creatore dell’uomo e la natura, come luogo per creare e rappresentare un luogo ideale ameno. Città Alta, infatti, si erge su strati e strati di rocce che, un tempo, arrivarono a creare un paesaggio collinare, attorno al quale vennero edificate le Mura Venete.

Tema di quest’anno, anche facendo riferimento all’Expo 2015 milanese, è l’acqua. “Feel the water” è un percorso tematico che mette al centro di esso l’energia rigeneratrice dell’acqua. Tanto che, all’interno del giardino di Piazza Vecchia, si può trovare una stupenda riproduzione di un giardino “alla francese”, con un canale d’acqua che scorre tra le piante. Una peculiarità è la presenza di piante caratteristiche della pianura padana, abituate all’irrorazione dei canali e rigagnoli che, per anni, hanno modellato il paesaggio del nord Italia.

Dal 7 al 22 settembre, Piazza Vecchia è stata il centro vibrante di attività organizzate, gare di cucina, competizioni di fotografia, aperitivi culturali. Il nucleo dell’evento è stato l’”International Meeting of the landscape and garden”, che si è tenuto il 14 e il 15 settembre, al Teatro Sociale, vantando la presenza di personalità di fama internazionale, quali George Hargreaves, progettista di “London 2012 Olympics Public Domain and Legacy Park” in Gran Bretagna, Sophie Agata Ambroise, che ha progettato il giardino per l’hotel di lusso Bulgari a Milano, Marco Bay, progettista del giardino dell’HangarBicocca, sempre a Milano. Tra i nomi importanti nel campo dell’architettura ambientale, troviamo anche Anna Letizia Monti, ex presidente del AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio), Piet Oudolf, creatore dell’Hortus Conclusus all’interno di Hyde Park a New York.

cIMG_0005

Lo ammetto, sin da piccola, Città Alta, rinchiusa nelle sue mura, mi ha sempre affascinato. Questo borgo staccato dalla moderna città bassa è sempre stato il mio magico lieu de l’ame, sin dal momento in cui miei genitori mi raccontarono la tradizione de “i 100 colpi del Campanone alle ore 22”, che, in passato, annunciavano la chiusura notturna delle porte delle mura: chi rimaneva fuori era in balia delle minacce delle tenebre. Il sentimento che provo parlando di questo locus amoenus è diffuso: a qualsiasi bergamasco cui chiederete di parlarvi di città alta, proverà una stretta al cuore, un moto di affetto spontaneo, che gli/le farà brillare gli occhi di gioia e di voglia di raccontare. E questo evento, questa occasione di ritrovo e di pace, questo regalo che ci viene fatto, durante queste due settimane di settembre alla città, ai suoi cittadini e ai suoi visitatoti sicuramente contribuisce a rendere Città Alta ancora più bella e magica.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata